NAPOLI – Un nuovo terremoto scuote i Campi Flegrei e riporta l’allarme tra i residenti dell’area occidentale di Napoli. La scossa, avvertita chiaramente nelle prime ore del mattino, ha interrotto il sonno di migliaia di persone provocando scene di apprensione in diversi quartieri della città e nei comuni dell’area flegrea. In molti sono usciti di corsa dalle abitazioni, spaventati dalla violenza del movimento sismico e dal timore che potessero verificarsi nuove scosse nel giro di pochi minuti. Il sisma è stato percepito con particolare intensità a Pozzuoli, epicentro della crisi bradisismica che da tempo interessa la zona, ma anche a Bacoli, Fuorigrotta, Bagnoli, Agnano, Pianura e Soccavo. Numerose segnalazioni sono arrivate inoltre dal Vomero, da Posillipo e da diversi centri della provincia di Napoli. I cittadini parlano di un forte boato avvertito pochi istanti prima della scossa, seguito dal tremore dei palazzi, vetri in movimento e oggetti caduti all’interno delle case. Molte persone hanno preferito rimanere all’aperto per diverso tempo, mentre nelle strade della zona occidentale il traffico è aumentato rapidamente. La nuova scossa si inserisce nel quadro della continua attività sismica legata al bradisismo dei Campi Flegrei, fenomeno geologico che negli ultimi mesi ha mostrato un’intensificazione significativa. Gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia spiegano che il sollevamento del suolo prosegue a causa della pressione esercitata dai gas presenti nel sottosuolo e dai fluidi magmatici che si accumulano nella caldera vulcanica. Questo processo provoca terremoti superficiali che, pur non sempre particolarmente elevati in termini di magnitudo, risultano molto percepibili dalla popolazione. Secondo gli studiosi, il livello di deformazione del terreno registrato nell’area di Pozzuoli ha ormai raggiunto valori simili a quelli osservati durante la crisi degli anni Ottanta, quando il fenomeno del bradisismo costrinse migliaia di famiglie ad abbandonare temporaneamente le proprie abitazioni. Oggi cresce la preoccupazione per una possibile evoluzione della situazione, anche se gli esperti sottolineano che al momento non esistono evidenze scientifiche che indichino un’eruzione imminente. Resta però alta l’attenzione sul sistema vulcanico dei Campi Flegrei, considerato uno dei più complessi e pericolosi al mondo per la forte urbanizzazione dell’area. Nella caldera vivono centinaia di migliaia di persone distribuite tra Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e l’intera fascia occidentale del capoluogo campano. Ogni evento sismico riapre inevitabilmente il confronto sulla vulnerabilità degli edifici, sull’efficacia dei piani di emergenza e sulla capacità del territorio di affrontare eventuali scenari più critici. Dopo la scossa di questa mattina, i tecnici comunali e la Protezione Civile hanno avviato controlli negli edifici pubblici e nelle scuole per verificare eventuali danni strutturali. In alcune zone sono state segnalate crepe nei muri e piccoli distacchi di calcinacci, ma al momento non risultano feriti né situazioni di particolare gravità. La paura, però, continua a diffondersi tra i residenti, soprattutto dopo le numerose scosse registrate negli ultimi mesi. Sui social si moltiplicano i racconti dei cittadini che descrivono momenti di panico e preoccupazione crescente. Molti chiedono interventi più concreti per la messa in sicurezza degli edifici e una comunicazione istituzionale più chiara sull’evoluzione del fenomeno. Il timore principale resta quello di uno sciame sismico destinato a proseguire nei prossimi giorni con eventi ancora più intensi. Le autorità scientifiche assicurano che il monitoraggio dell’area flegrea è continuo grazie a reti sismiche, controlli satellitari e analisi geochimiche costanti. Tuttavia gli stessi esperti ricordano che il bradisismo resta un fenomeno complesso e difficile da prevedere con precisione. Nel frattempo Napoli e i Campi Flegrei continuano a convivere con un clima di forte incertezza, mentre la terra continua a muoversi sotto una delle aree più densamente abitate e delicate d’Europa.







