Il primato della piazza e il rigore istituzionale: la lezione di Valerio Donnini nei Reparti Mobili. La scomparsa di Valerio Donnini priva la Polizia di Stato di uno dei suoi più lucidi e autorevoli interpreti storici, un funzionario capace di attraversare le stagioni più incandescenti del nostro Paese con il rigore metodologico dei grandi servitori dello Stato. Diventato nel tempo il vero coordinatore strategico e la mente dottrinale dei Reparti Mobili a livello nazionale, Donnini ha vissuto da protagonista i passaggi più critici della gestione dell’ordine pubblico in Italia, fino alla drammatica e complessa prova logistica del G8 di Genova del 2001, lasciando un’impronta indelebile nella trasformazione delle tattiche di contenimento democratico. Il cuore pulsante della sua parabola professionale si è consolidato tuttavia sul campo, precisamente nella Roma dei primi anni Novanta, quando dirigere il I Reparto Mobile significava misurarsi quotidianamente con le fortissime tensioni sociali di una capitale in piena ebollizione. Nel 1992 la struttura del “Primo” era una macchina imponente, un ingranaggio di precisione millimetrica che poggiava su sei nuclei speculari e di pari forza quantitativa. Chi all’epoca si trovava alla guida della segreteria del sesto nucleo, coordinando giorno dopo giorno la vita operativa di ben centocinquanta uomini, conserva la memoria nitida di una leadership che non ammetteva sbavature. La caserma divenne così il laboratorio in cui Donnini coniugò un’intransigente disciplina organizzativa a un profondo senso di protezione per il proprio personale. Il Comandante non considerava la forza pubblica come un mero strumento d’urto, bensì come un presidio di garanzia costituzionale, consapevole che la tenuta di un dispositivo da quasi mille operatori dipendesse interamente dal perfetto coordinamento logistico e dal rispetto umano per chi operava in prima linea. Tra i corridoi e gli uffici dove si firmavano i massacranti ordini di servizio per i servizi di piazza, emerse il ritratto di un dirigente capace di valorizzare il lavoro silenzioso delle segreterie, pilastri invisibili di ogni successo operativo. Domani 5 settembre 2026 alle ore 11,00, la comunità istituzionale si raccoglierà per l’ultimo saluto a Roma nella Chiesa di Sant’Agapito, l’eredità di Valerio Donnini si consolida definitivamente: la storia di un Uomo che ha saputo governare il conflitto con la forza della competenza e l’orgoglio dell’uniforme.







