La Sala della Regina della Camera dei Deputati si è trasformata in un luogo di incontro tra memoria storica, patrimonio artistico e visione strategica per il futuro dei territori italiani. L’11 giugno del 2026 alle ore 15,00, una giornata intensa, caratterizzata da momenti di approfondimento culturale, riconoscimenti istituzionali e riflessioni sul ruolo delle aree interne e delle realtà periferiche del Paese, ha avuto come protagonista assoluta la Gioconda Torlonia, conosciuta anche come Gioconda di Montecitorio. L’iniziativa è stata promossa dall’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori”, organismo guidato dal deputato Alessandro Caramiello, che negli ultimi anni ha consolidato il proprio ruolo come spazio di confronto e progettazione dedicato ai temi dello sviluppo territoriale e della valorizzazione delle comunità meno centrali nei grandi processi economici e culturali. Al centro dell’attenzione è finita una delle opere più affascinanti custodite all’interno di Montecitorio. La Gioconda Torlonia continua infatti ad alimentare il dibattito tra studiosi e storici dell’arte per via delle numerose ipotesi che riguardano la sua origine e la sua attribuzione. Secondo alcune ricostruzioni, il dipinto potrebbe essere stato realizzato nell’ambito della bottega di Leonardo da Vinci, mentre altre interpretazioni non escludono un coinvolgimento diretto del maestro rinascimentale. Un enigma che, a distanza di secoli, continua a suscitare interesse e curiosità, contribuendo ad accrescere il valore simbolico dell’opera. Proprio da questo patrimonio artistico prende forma una proposta che guarda oltre le mura istituzionali della Camera dei Deputati. L’obiettivo sostenuto dall’Intergruppo parlamentare è quello di avviare un percorso che consenta, per la prima volta dopo oltre cento anni, l’uscita dell’opera da Montecitorio per inserirla in un itinerario espositivo dedicato alla rete museale delle aree fragili italiane. Un progetto che punta a utilizzare l’arte come strumento di promozione culturale e di sviluppo locale. Tra le città candidate ad accogliere la celebre tela figurano Matera, Venosa, Benevento e Gaeta, mentre ulteriori destinazioni sono attualmente oggetto di valutazione. L’idea è quella di costruire un percorso capace di attirare visitatori, studiosi e appassionati nei territori spesso esclusi dai principali circuiti turistici nazionali, generando nuove opportunità di crescita culturale ed economica. L’apertura dei lavori è stata affidata al vicepresidente della Camera Sergio Costa, che ha introdotto una giornata ricca di contributi istituzionali. A seguire sono intervenuti Alessandro Caramiello, Stefano Candiani, vicepresidente della Commissione Finanze e tra i primi sostenitori della valorizzazione della Gioconda di Montecitorio, e Pasqualino Penza. A coordinare il confronto è stato il giornalista e scrittore Luca Antonio Pepe, impegnato anche nell’attività legislativa dell’Intergruppo. Un ruolo significativo è stato svolto dai rappresentanti del tavolo tecnico e delle commissioni tematiche dell’organismo parlamentare. Giovanni Barretta, Stefano Colucci e Sergio Vaccaro hanno infatti introdotto il momento dedicato agli approfondimenti scientifici e alle prospettive di valorizzazione dell’opera, evidenziando il potenziale culturale e identitario racchiuso nel progetto. Particolarmente atteso il confronto tra gli esperti del settore artistico. Tra i protagonisti del dibattito figuravano Antonello Di Pinto, noto per importanti studi attribuzionistici, Sebastiano Giordano, il produttore culturale Gianni Filippini, la restauratrice Roberta Delgado e l’esperta d’arte Antoinette di Nitto. Il dialogo si è sviluppato attorno agli aspetti storici, conservativi e scientifici dell’opera, offrendo nuovi spunti di riflessione sulla sua collocazione nel panorama artistico italiano. Alla discussione hanno preso parte anche rappresentanti del Patrimonio Artistico della Camera dei Deputati, confermando l’attenzione delle istituzioni verso un percorso che coniuga tutela, divulgazione e accessibilità culturale. La manifestazione ha dedicato ampio spazio anche al riconoscimento delle personalità che hanno contribuito alla crescita del prestigio italiano nei rispettivi settori. Tra i premiati spiccano nomi che appartengono alla storia dello spettacolo e della cultura nazionale. Al Bano Carrisi ha ricevuto un riconoscimento alla carriera dalle mani di Alessandro Caramiello e del giornalista Pino Aprile, presidente onorario dell’Intergruppo. Analogo tributo è stato riservato a Peppe Barra, interprete simbolo della tradizione artistica napoletana, e a Enrico Montesano, protagonista di decenni di cinema, televisione e teatro. Ulteriori attestati sono stati consegnati nel corso della giornata grazie alla partecipazione di Alessio Iannucci, del dottor Alessandro Reale e dell’attrice Nadia Carlomagno, contribuendo a valorizzare percorsi professionali che rappresentano differenti espressioni del talento italiano. La sezione dedicata alla cultura ha visto il riconoscimento a figure di primo piano come Massimo Osanna, attuale responsabile del Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura, Giuliana Poleggi Quaranta, legata alla memoria del celebre scenografo premio Oscar Gianni Quaranta, e Marco Ferrigno, maestro dell’arte presepiale partenopea e rappresentante di una tradizione che continua a essere apprezzata a livello internazionale. Non meno rilevante il capitolo riservato all’imprenditoria. L’evento ha celebrato l’impegno di aziende e protagonisti dell’economia che hanno contribuito allo sviluppo dei territori e alla diffusione del Made in Italy. Un riconoscimento alla memoria è stato assegnato a Luca Iannuzzi, mentre sono stati premiati Vittorio Genna, tra i fondatori di ALA S.p.A. e presidente di Confindustria Napoli, Pina Amarelli, alla guida della storica azienda calabrese della liquirizia, e Paolo Melluso, espressione di uno dei marchi più conosciuti del settore calzaturiero campano. Anche il mondo dello spettacolo e della ricerca scientifica ha trovato spazio nel programma. L’attrice e regista Lara Sansone è stata celebrata per il suo impegno nel mantenere viva la tradizione del Teatro Sannazaro di Napoli, mentre per il settore scientifico sono stati insigniti del riconoscimento Annamaria Colao, Patrizia Angelotti e Giuseppe Laurelli, personalità che si distinguono per il loro contributo alla medicina e alla ricerca. Nel comparto artistico sono stati premiati il pittore e scultore Giuseppe Carta e il restauratore Guido Botticelli, professionista conosciuto per il suo lavoro su opere di straordinaria importanza appartenenti alla storia dell’arte italiana. Nel corso dell’incontro è stata inoltre annunciata l’uscita di un nuovo volume dedicato agli artisti egiziani, firmato da Tommaso Scattolari e Giovanni Barretta. Parallelamente, nella Sala Aldo Moro, un secondo appuntamento organizzato dall’Intergruppo ha ampliato ulteriormente il confronto sulle eccellenze culturali e creative italiane. Moderato dall’attrice Barbara Bonanni e coordinato da Sergio Vaccaro, l’evento ha visto la partecipazione di Alessandro Zurlo e la premiazione di Zorama (pseudonimo di Mariano Rongo) e Simona Molinari, sono due stimati cantautori italiani. A chiudere la giornata sono state le parole di Alessandro Caramiello, che ha ribadito la volontà di continuare a costruire progetti capaci di mettere in rete cultura, istituzioni e territori. Un messaggio che punta a superare la tradizionale distinzione tra centro e periferia, proponendo una nuova narrazione del Paese nella quale le aree fragili, le comunità locali e i piccoli centri possano diventare protagonisti di una stagione di rilancio fondata sulla valorizzazione delle proprie risorse storiche, artistiche e umane.







