Ci hanno sempre detto che il cancro è una questione genetica, una sorta di lotteria biologica contro cui possiamo fare ben poco. Tuttavia, secondo Thomas Seyfried, biologo e docente con oltre trent’anni di ricerca, questa visione è parziale e fuorviante. Le sue considerazioni scientifiche propongono un cambio di paradigma. Il cancro non sarebbe principalmente una malattia genetica, ma una malattia metabolica. Il fulcro della teoria è legato al modo in cui le cellule tumorali producono energia. A differenza delle cellule sane, quelle cancerose dipendono fortemente dal glucosio. Questo significa che lo zucchero nel sangue rappresenta il loro carburante principale. Ridurre la disponibilità di glucosio, secondo Seyfried, può mettere in difficoltà il tumore, limitandone la crescita. In questo contesto, lo stile di vita assume un ruolo centrale. Una dieta ricca di zuccheri e carboidrati raffinati favorisce picchi glicemici che alimentano le cellule tumorali. Al contrario, ridurre drasticamente questi nutrienti può contribuire a creare un ambiente meno favorevole allo sviluppo della malattia. Uno degli strumenti più discussi è la dieta chetogenica. Questo regime alimentare, basato su un alto consumo di grassi, un apporto moderato di proteine e una drastica riduzione dei carboidrati, induce il corpo a entrare in uno stato di chetosi. In questa condizione, l’organismo utilizza i grassi come principale fonte di energia, producendo chetoni. Le cellule sane riescono ad adattarsi a questo cambiamento, mentre quelle tumorali mostrano maggiori difficoltà, rimanendo in una condizione di svantaggio metabolico. Un altro elemento chiave è il digiuno. Periodi controllati senza assunzione di cibo possono attivare l’autofagia, un processo naturale di “riciclo” cellulare. Durante questo meccanismo, il corpo elimina componenti danneggiati o cellule disfunzionali, contribuendo al mantenimento dell’equilibrio interno. Secondo questa visione, alternare alimentazione e digiuno può avere effetti benefici sulla prevenzione. L’infiammazione cronica rappresenta un ulteriore fattore di rischio. Ambienti cellulari infiammati favoriscono lo sviluppo e la progressione del cancro. Tra le principali cause vi sono alimentazione scorretta, stress e sedentarietà. Per contrastare questo stato, è utile privilegiare cibi con proprietà antinfiammatorie come la curcuma, il pesce ricco di omega-3 e il tè verde. Anche il funzionamento dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule, è determinante. Secondo Seyfried, un loro malfunzionamento può essere all’origine del processo tumorale. Due abitudini risultano particolarmente importanti per la loro salute. Il sonno di qualità, che favorisce la produzione di melatonina e i processi di rigenerazione cellulare. E l’attività fisica, anche moderata, che contribuisce a regolare la glicemia e migliorare l’ossigenazione dei tessuti. La sedentarietà, infatti, è sempre più associata a numerosi rischi per la salute. Restare attivi, anche con semplici camminate quotidiane, può rappresentare un primo passo concreto verso la prevenzione. Le considerazioni di Seyfried non negano il ruolo della genetica, ma ne ridimensionano l’impatto. La predisposizione può esistere, ma è lo stile di vita a incidere in modo significativo sul rischio e sull’evoluzione della malattia. Un approccio basato su alimentazione, movimento e gestione metabolica apre quindi nuove prospettive nella comprensione e nella prevenzione del cancro.







