Tumore al seno, WORKON punta a rendere sostenibile il ritorno al lavoro

Presentato al Senato il progetto promosso da Fondazione Poliambulanza e Komen Italia con i Consulenti del Lavoro. Previsto uno studio su 380 donne in sei centri oncologici e un percorso di formazione dedicato.

ROMA – Tornare al lavoro dopo una diagnosi di tumore al seno significa confrontarsi con le conseguenze delle terapie, le esigenze della cura e le condizioni della propria attività professionale. Per accompagnare le donne in questo passaggio nasce WORKON, il progetto presentato il 6 ottobre al Senato e promosso da Fondazione Poliambulanza e Komen Italia, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

L’obiettivo è costruire un collegamento stabile tra i centri di senologia, le lavoratrici e le aziende. Un raccordo che permetta di affrontare insieme aspetti spesso gestiti separatamente: gli effetti dei trattamenti, le caratteristiche della mansione, i tempi del rientro e l’accesso alle tutele disponibili.

Il progetto si sviluppa su due fronti: ricerca scientifica e formazione dei consulenti del lavoro.

Sul versante della ricerca, WORKON prevede la validazione di uno strumento capace di valutare i fattori che possono favorire oppure ostacolare un ritorno al lavoro sostenibile. Lo studio multicentrico italiano prevede il coinvolgimento di 380 donne in sei centri oncologici, distribuiti tra Nord, Centro e Sud, con la Breast Unit di Fondazione Poliambulanza a Brescia come centro coordinatore.

La rete comprende anche l’Ospedale Bellaria di Bologna, la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma, il Policlinico di Bari, l’Ospedale Perrino di Brindisi e il Presidio Ospedaliero Madonna delle Grazie di Matera. La distribuzione geografica servirà a raccogliere esperienze differenti per territorio, condizione socioeconomica e tipologia contrattuale. La responsabile scientifica del progetto è Alessandra Huscher.

Il secondo fronte riguarda la preparazione dei professionisti che affiancano lavoratori e imprese. È previsto un percorso formativo rivolto principalmente ai consulenti del lavoro, con l’obiettivo di fornire strumenti per comprendere le ricadute delle terapie sulla vita professionale e tradurle in piani di rientro personalizzati, possibilità contrattuali e adattamenti organizzativi.

La prospettiva è quella del “job consultant oncologico”: un consulente del lavoro con una preparazione specifica, capace di dialogare con i centri di senologia e accompagnare la lavoratrice nel rapporto con il datore di lavoro e gli altri soggetti coinvolti. Il modello sarà sperimentato nell’ambito del progetto, raccogliendo elementi utili a valutarne una possibile diffusione nazionale.

«Tornare alla propria professione significa, per molte donne che hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno, ritrovare autonomia, relazioni e fiducia nel futuro», ha dichiarato Alba Di Leone, presidente di Komen Italia, sottolineando l’impegno dell’associazione affinché la malattia non comporti la rinuncia alla vita lavorativa.

Per Rosario De Luca, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, la formazione prevista da WORKON rappresenta un’opportunità per ampliare le competenze e il sostegno ai lavoratori più fragili. Mario Taccolini, presidente di Fondazione Poliambulanza, ha invece richiamato il valore di un percorso di cura attento anche alla possibilità di recuperare la propria vita familiare, sociale e professionale.

La presentazione a Palazzo Madama si è svolta su iniziativa dei senatori Francesco Zaffini e Paola Mancini. A chiudere i lavori è stata la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone.

Tra i risultati attesi figurano una scala predittiva per il rientro al lavoro, dati sulle differenze territoriali e contrattuali e la sperimentazione del percorso formativo. Le evidenze raccolte potranno contribuire al confronto sulle tutele per i lavoratori con patologie oncologiche e sulle politiche di riabilitazione lavorativa.

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