Lunedì sera un grosso albero è caduto all’incrocio con viale Coni Zugna su due vetture in sosta, nessun ferito. Tre settimane dopo l’olmo di piazza Risorgimento, la candidata sindaco della Lega attacca: «La manutenzione sembra sempre più inadeguata».
Un grosso albero è crollato lunedì sera, intorno alle 23, in via Solari, all’altezza del civico 7, all’incrocio con viale Coni Zugna, finendo su due auto parcheggiate. Nelle vetture non c’era nessuno e non si registrano feriti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno tagliato e rimosso la pianta.
L’episodio arriva a tre settimane dal crollo di piazza Risorgimento e riaccende la polemica sulla gestione del verde pubblico. «Per fortuna, visto l’orario, non ha colpito i passanti ma solo auto in sosta», sottolinea in una nota Silvia Sardone, europarlamentare e consigliera comunale, candidata sindaco della Lega per le comunali del 2027. Che parla di «ennesimo albero caduto» e di una «Giunta Sala disastrosa sul verde».
Il riferimento è al 14 settembre, quando poco prima delle 10 un olmo si è abbattuto in piazza Risorgimento travolgendo tre passanti. Ad avere la peggio è stato un uomo di 41 anni, portato in codice giallo al Fatebenefratelli con un politrauma da schiacciamento; due ventenni sono finiti al Policlinico con contusioni. I residenti hanno raccontato di aver inviato al Comune decine di segnalazioni sulla pianta, visibilmente inclinata.
L’olmo era stato controllato il 4 settembre dagli agronomi di MM, la società che gestisce il verde cittadino per conto del Comune. «L’albero era stato classificato in classe C1, ossia da monitorare annualmente, e non in classe D, cioè da abbattere perché a rischio schianto», aveva spiegato l’assessora all’Ambiente e al Verde Elena Grandi, aggiungendo che era caduto «anche per effetto dei cambiamenti climatici». Una prova di trazione sulle radici era in programma nei giorni successivi.
Dopo il crollo, le analisi strumentali e le prove di trazione sulle altre piante della piazza hanno fatto scattare la classe D per otto olmi. La rimozione, eseguita da MM, è partita lunedì 28 settembre; la sostituzione con nuovi alberi è prevista tra ottobre e marzo 2027.
«Dopo questo episodio in via Solari ci chiediamo come sia gestito il verde milanese. La manutenzione sembra sempre più inadeguata», prosegue Sardone, che torna su piazza Risorgimento, dove gli olmi abbattuti sono a suo dire «alti una ventina di metri con almeno quarant’anni di vita». «Prima era stato detto ai residenti che non c’erano pericoli e poi dopo l’albero caduto si è proceduto all’abbattimento di altri 8 alberi. Come viene seguita la salute degli alberi in città?».
Poi l’affondo politico: «A sinistra parlano tanto di green ma è solo ideologia: a Milano il verde è tenuto in maniera penosa, pensando anche ai parchi e alle aiuole. Servono investimenti, serve attenzione, serve programmazione, non la vuota retorica dei finti ambientalisti». E la promessa: «Ci penserà il centrodestra a occuparsi seriamente del patrimonio verde della città».
In città, secondo le stime riportate dopo il crollo di settembre, gli alberi sono circa 500mila, la metà dei quali sotto la tutela di Palazzo Marino. Già il 14 settembre, in Consiglio comunale, la gestione del verde era finita nel mirino della Lega («È mai possibile che vi riempite sempre la bocca di verde e poi non sapete manutenere gli alberi?», aveva attaccato il capogruppo Alessandro Verri) ma anche di una parte della maggioranza. Il consigliere del Pd Michele Albiani aveva invitato a «controllare quante segnalazioni fatte anche da noi consiglieri non siano state prese in considerazione». L’assessora Grandi, dal canto suo, aveva definito quello di piazza Risorgimento «un albero monitorato che sapevamo avrebbe avuto prima o poi un rischio di caduta elevato», parlando però di «un imprevisto».
Il verde si candida così a diventare uno dei temi della corsa a Palazzo Marino del 2027. Sardone, ufficializzata da Matteo Salvini dal palco di Pontida il 20 settembre, chiede le primarie a un centrodestra che non ha ancora scelto il candidato unitario: sul tavolo ci sono anche i nomi del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, indicato da Forza Italia, e del presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.







