Assolto il medico no vax di Aprilia

Il giudice esclude l’esercizio abusivo della professione

Il medico di Aprilia Angelo Casciano è stato assolto dall’accusa di esercizio abusivo della professione. La decisione è stata pronunciata dal giudice monocratico del Tribunale di Latina, Elena Sofia Ciccone, al termine di un procedimento nato da un’ispezione dei carabinieri del Nas nello studio del professionista.

La vicenda risale al 2021, quando Casciano, 59 anni, medico di base molto conosciuto ad Aprilia e già candidato sindaco in passato, era stato sospeso dall’Asl per non essersi sottoposto alla vaccinazione contro il Covid. Il sanitario aveva motivato la propria scelta con ragioni legate al suo stato di salute.

L’assoluzione chiude una delle pagine giudiziarie che hanno coinvolto il professionista, anche se davanti al Tribunale di Latina resta ancora pendente un secondo procedimento collegato agli stessi fatti.

L’ispezione dei carabinieri del Nas nello studio di via Paganini

Nel novembre del 2021 i carabinieri del Nas si presentarono nello studio medico di via Paganini, ad Aprilia. Durante il controllo, il dottor Casciano fu trovato al lavoro mentre visitava pazienti e prescriveva farmaci.

Per i militari, la sua presenza nello studio e l’attività svolta rappresentavano una violazione del provvedimento di sospensione notificato dall’Asl.

Da qui era nata l’accusa di esercizio abusivo della professione, sostenuta dal fatto che il medico avrebbe continuato a operare nonostante il divieto.

La posizione della difesa, tuttavia, si è concentrata soprattutto sulle modalità con cui il provvedimento era stato comunicato al professionista.

Il medico ha sempre dichiarato di non aver aperto la posta elettronica certificata inviata dall’Asl nelle 24 ore precedenti all’ispezione.

Di conseguenza, secondo la sua ricostruzione, non sarebbe stato a conoscenza della sospensione nel momento in cui i militari si presentarono nel suo ambulatorio.

La strategia della difesa e i dubbi sulla notifica

Nel corso del processo, l’avvocato Alessandro Scavolini ha posto l’accento su alcuni aspetti procedurali.

In particolare, la difesa ha sostenuto che la notifica del provvedimento avrebbe potuto presentare delle criticità e ha messo in discussione anche la competenza dell’organo che aveva adottato la sospensione.

Secondo la tesi difensiva, infatti, a emettere il provvedimento avrebbe dovuto essere l’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, dove il dottor Casciano risulta iscritto, e non l’Asl. La questione della corretta comunicazione e dell’effettiva conoscenza della sospensione è diventata quindi centrale per la valutazione della responsabilità penale.

Il tribunale ha accolto la linea della difesa e ha assolto il medico di Aprilia, stabilendo che il fatto contestato non sussiste. La sentenza ha dunque escluso la configurabilità dell’esercizio abusivo della professione nel caso esaminato.

Il reintegro nel 2022 e la successiva sanatoria

Angelo Casciano era stato reintegrato già nel gennaio del 2022. Nello stesso periodo, il quadro normativo relativo ai sanitari non vaccinati aveva iniziato a cambiare. Successivamente, il Governo Meloni aveva avviato una sanatoria finalizzata a eliminare alcune conseguenze amministrative nei confronti dei professionisti della sanità che non avevano ricevuto la vaccinazione contro il Covid.

La vicenda del medico di Aprilia si inserisce quindi in una fase particolarmente complessa, segnata da disposizioni emergenziali, obblighi vaccinali e provvedimenti di sospensione applicati agli operatori sanitari. Proprio la sovrapposizione tra aspetti amministrativi e profili penali è stata uno degli elementi discussi durante il procedimento.

Per il professionista, la sentenza rappresenta il riconoscimento dell’assenza di una responsabilità penale per i fatti contestati. Resta però aperto un ulteriore procedimento davanti al Tribunale di Latina.

Il secondo processo e il principio del ne bis in idem

Nel secondo processo, oltre all’accusa di esercizio abusivo della professione, vengono contestati anche fatti legati all’accesso abusivo. Il procedimento riguarda sempre gli avvenimenti del 2021 e, secondo quanto riferito dalla difesa, potrebbe porre un problema di sovrapposizione con il giudizio appena concluso.

L’avvocato Scavolini ha già annunciato l’intenzione di fare leva sul principio del ne bis in idem, previsto dall’ordinamento per impedire che una persona venga processata due volte per lo stesso fatto. Sarà il tribunale a dover valutare se le contestazioni del secondo procedimento siano effettivamente coincidenti, in tutto o in parte, con quelle già esaminate.

La questione non è ancora chiusa, dunque, ma la prima sentenza segna un punto importante per il medico di Aprilia, che per anni ha dovuto affrontare le conseguenze giudiziarie della sospensione e dell’ispezione nel proprio studio.

La dichiarazione del medico dopo l’assoluzione

Commentando la decisione al Messaggero, Angelo Casciano ha parlato di cinque anni di battaglie legali e ha espresso soddisfazione per l’esito del processo.

«Sono stato pienamente assolto perché il fatto non sussiste e perché l’intera vicenda si è rivelata una mera questione di natura amministrativa», ha dichiarato il medico. Casciano ha inoltre sottolineato che la correttezza della propria posizione sarebbe stata riconosciuta anche dal pubblico ministero, che aveva chiesto l’assoluzione.

Un altro elemento evidenziato dal professionista riguarda la posizione dell’Asl, costituita parte civile nel procedimento con una richiesta di risarcimento per presunti danni d’immagine. Secondo quanto riferito da Casciano, l’azienda sanitaria non si sarebbe però presentata in giudizio.

Con la sentenza del Tribunale di Latina, il medico di Aprilia viene quindi assolto dall’accusa di esercizio abusivo della professione. La vicenda giudiziaria, tuttavia, potrà dirsi definitivamente conclusa soltanto dopo la definizione del secondo procedimento ancora pendente.

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