Era stato presentato in pompa magna a fine ottobre. Ed è già rotto. Non su un dettaglio qualunque, ma sull’impianto di aria condizionata. Il mercato comunale di via Rombon 34 a Milano è diventato subito un forno, perché la struttura è del 1962, epoca in cui le ondate di calore degli anni Duemila non si conoscevano. Quindi dopo appena qualche mese di attività, già viene meno la funzionalità dello “spazio di socialità” (definizione del quasi ex sindaco di Milano Beppe Sala) di Lambrate.
I lavori per riqualificarlo sono durati tre anni per un costo di 1,6 milioni di euro. Una cifra che Sogemi, l’azienda comunale che ha preso in gestione i mercati comunali, può permettersi. Ciononostante è un investimento che potremmo definire importante, eppure non sembra sia andato a buon fine. Perché oggi l’impianto di condizionamento è essenziale, soprattutto per le attività commerciali che vendono cibo fresco come la pescheria interna, il fruttivendolo e gli altri che riempiono i 16 spazi commerciali del mercato rinnovato.
Le facce grondanti dei panettieri di via Rombon 34 esprimono tutta la difficoltà di chi si trova a lavorare con temperature sopportabili a malapena in divisa da spiaggia e invece è costretto a sudare letterlamente ogni minuto della giornata in tenuta da lavoro. Però Sala era venuto a farsi un bel brindisi, perché a quanto pare sul tagliare nastri ci siamo. Sul lavorare bene, sembrerebbe di no. Gli unici spazi su cui ha messo mano l’Amministrazione negli ultimi dieci anni e che non stanno crollando sembrano essere quelli svenduti ai privati. Per il resto si sono spesi centinaia di milioni per metropolitane non finite o piste ciclabili dai costi ormai incommensurabili come in Buenos Aires (ci stanno lavorando da una generazione e ancora non è finita, in compenso gli euro pubblici vengono fagocitati con efficienza scandinava).
Quindi quanto ci vorrà per vedere di nuovo funzionante l’aria condizionata di Rombon? Non è dato sapere anche perché essendo a luglio gli amministratori locali sono tutti al mare. Perché tanto ormai la testa è alle prossime elezioni e quello che resta in piedi a Milano può diventare materiale da campagna elettorale. Specialmente se perde pezzi.







