L’episodio è successo nei giorni scorsi a Milano, quartiere Lambrate. Un uomo di 40 anni ha ricevuto la classica telefonata a cui ormai siamo tutti abituati: un numero che non conosci ti chiama più volte e poi scopri che era appunto una delle più note agenzie immobiliari. Solo che il professionista in questione è una persona normale e dunque dopo aver perso la prima chiamata, ha richiamato chiedendo chi fosse. A quel punto la consueta voce che spara mille parole al minuto ha spiegato all’uomo che si trattava appunto di una chiamata dell’agenzia Tecnocasa di zona e ha iniziato a chiedere informazioni. Il professionista però ha opposto un gentile ma fermo “Non rilasciamo informazioni di nessun genere”, anche perché come spesso accade con queste aziende domandano di tutto: dalle informazioni sui vicini, a quelle personali.
E qui si è spazientita quella che si è presentata come Alessia, perché lei voleva sapere a tutti i costi chi ci fosse dall’altro capo del telefono. Alla conferma della linea sulla non comunicazione di dati, Alessia ha replicato: “Se non mi dà il suo nome e cognome, allora continueremo a chiamarla”. Nel mondo normale è un volgare ricatto, se non una tentata estorsione. Motivo per il quale l’uomo si è rivolto al nostro giornale cercando sostegno, perché queste organizzazioni contano sempre sul fatto che i cittadini normali non abbiano modo di proteggersi.
La redazione dell’Osservatore ha messo in contatto l’uomo con un legale proprio per presentare una denuncia per tentata estorsione nei confronti dei responsabili legali di Tecnocasa. La redazione terrà aggiornati i suo lettori sui prossimi sviluppi.







