La presenza congiunta di rappresentanti del Governo, delle istituzioni regionali, degli enti fieristici e dei territori coinvolti evidenzia la volontà di fare del vino uno strumento di sviluppo economico, promozione internazionale e valorizzazione delle identità locali.

La conferenza stampa tenutasi giovedì 9 luglio nella Sala Mappamondo della Camera dei Deputati a Roma ha rappresentato un momento di grande rilievo e di entusiasmo per la promozione del territorio calabrese attraverso le due edizioni locali di “Vinitaly and the City”, a Sibari e a Reggio Calabria.
L’evento, che ha visto la partecipazione autorevole di figure istituzionali di primo piano – dal Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana, ai Ministri Lollobrigida (Agricoltura) e Mazzi (Turismo), al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, insieme a numerosi rappresentanti locali e nazionali – conferma l’importanza strategica attribuita a questa iniziativa per la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e turistiche calabresi.
Si tratta, senza dubbio, di una straordinaria opportunità per proiettare la Calabria sotto i riflettori nazionali e internazionali, puntando a creare un modello virtuoso di sviluppo economico fondato sull’integrazione tra turismo di qualità e produzioni agroalimentari d’eccellenza.
L’ampliamento delle date e dei luoghi di svolgimento – con la terza edizione a Sibari dal 17 al 19 luglio e il debutto nella splendida cornice di Reggio Calabria, lungo “uno dei chilometri più belli d’Italia”, il 1 e 2 giugno – testimonia un ambizioso progetto di espansione territoriale e di accrescimento della visibilità mediatica dell’evento.
Questo raddoppio non è solo un segnale di fiducia nei confronti della Calabria, ma anche un chiaro messaggio di come la regione stia emergendo come protagonista nel panorama enoturistico italiano.
È proprio questo connubio fra paesaggi incantevoli, tradizioni vitivinicole millenarie e un’offerta turistica sempre più raffinata a rendere “Vinitaly and the City” un’occasione unica per raccontare la Calabria in tutta la sua ricchezza e complessità.

Tuttavia, un giudizio entusiasta e positivo deve necessariamente convivere con uno sguardo critico e costruttivo, indispensabile per cogliere appieno le sfide insite in un progetto così articolato.
La Calabria si trova infatti ancora a dover affrontare alcune criticità strutturali significative: infrastrutture da potenziare, una frammentazione produttiva che rallenta la crescita, lacune nella formazione professionale e nella tecnologia applicata alle imprese vitivinicole e agricole.
La creazione di un sistema integrato tra turismo e agroalimentare, seppur strategica e promettente, richiederà quindi investimenti mirati e politiche di sostegno efficaci per evitare che l’evento rimanga una vetrina temporanea, incapace di generare effetti economici duraturi.
Non si potrà prescindere da un’efficace governance collaborativa tra enti pubblici e operatori privati, capace di costruire basi solide per uno sviluppo sostenibile e condiviso.
Un aspetto particolarmente toccante e significativo emerso durante la conferenza è stato sottolineato dall’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo, che ha evidenziato il valore simbolico di questa manifestazione soprattutto per la Sibaritide, recentemente colpita da gravi eventi naturali come le esondazioni del fiume Crati. Questo evento ci invita a riflettere su come l’attività di promozione turistica ed economica debba necessariamente essere accompagnata da un impegno concreto nella tutela ambientale e nella riqualificazione del territorio.
La Calabria, terra bellissima ma fragile, è esposta costantemente a fenomeni climatici estremi e a processi di degrado ambientale che non possono essere ignorati.
Celebrare le eccellenze enologiche senza una strategia lungimirante di salvaguardia del patrimonio naturale significherebbe costruire un castello di sabbia destinato a crollare al primo vento avverso.
Solo un approccio che coniughi promozione, sostenibilità e resilienza potrà assicurare un futuro solido e prospero alla regione.
“Vinitaly and the City” rappresenta anche un interessante banco di prova per il posizionamento della Calabria su scala nazionale e internazionale.
Da una parte, la manifestazione offre un palcoscenico ampio e prestigioso capace di attirare un pubblico diversificato e di elevato profilo; dall’altra, s’impone la necessità di preservare l’autenticità culturale e storica del territorio.
Non possiamo permettere che la Calabria venga ridotta a semplice scenario per eventi eno-gastronomici, senza un reale coinvolgimento delle comunità locali e una valorizzazione consapevole delle tradizioni radicate nella sua millenaria storia vitivinicola.
Il delicato equilibrio tra innovazione e rispetto dell’identità culturale sarà la chiave per trasformare questa manifestazione in uno strumento di crescita autentica, capace di parlare sia al mercato globale sia al cuore delle comunità calabresi.
Il legame con istituzioni come ICE e Veronafiere testimonia la volontà di inserirsi in un circuito complesso di promozione commerciale, ampliando le opportunità di accesso ai mercati nazionali e internazionali.
Ma in questo percorso di apertura e internazionalizzazione è fondamentale non perdere di vista le piccole e medie imprese locali, che rappresentano l’ossatura vera della produzione agricola calabrese e che spesso incontrano notevoli difficoltà nell’accedere a piattaforme così vaste e competitive. Il rischio è quello di creare una frattura tra una ristretta élite di aziende più strutturate e la maggioranza delle realtà produttive periferiche, compromettendo così l’armonia e la coesione della filiera.
La sfida sarà dunque quella di garantire pari opportunità, valorizzando ogni componente del comparto agroalimentare calabrese e facendo sì che la visibilità diventi patrimonio condiviso e non monopolio di pochi.
In conclusione, “Vinitaly and the City” in Calabria incarna un’occasione straordinaria, ricca di potenzialità e di significati profondi, per rilanciare il territorio su fronti molteplici: economico, culturale, ambientale e sociale.
L’entusiasmo che circonda questa iniziativa deve essere alimentato da una riflessione matura e da un impegno collettivo, capace di trasformare la manifestazione da evento occasionale a progetto strutturato e sostenibile.
Solo attraverso una sinergia efficace tra istituzioni, imprese e comunità locali sarà possibile far emergere tutto il valore unico del territorio calabrese, rispettandone la complessità e proiettandolo verso un futuro di innovazione e crescita.
Il vino e il turismo non sono semplicemente settori economici: possono diventare leve decisive per la rinascita di una regione che ha un bisogno urgente e legittimo di riscoprire e valorizzare la propria identità, la propria bellezza e il proprio potenziale.
In questo senso, “Vinitaly and the City” può essere ben più di una manifestazione: può rappresentare il simbolo di una Calabria che sceglie con coraggio di investire sul proprio futuro, guardando oltre le difficoltà e costruendo un percorso di sviluppo basato su qualità, sostenibilità e passione.







