L’azzurro condanna le violenze ma accusa una parte della destra di puntare il dito sugli stranieri ignorando il disagio sociale. Il segretario provinciale leghista: «Fuori dalla realtà e dai nostri valori».
Milano, 19 ottobre 2026 – Gli scontri e i saccheggi del fine settimana nel centro di Milano aprono una polemica tra alleati del centrodestra. A innescarla sono le dichiarazioni di Amir Atrous, responsabile del Dipartimento Immigrazione di Forza Italia Milano, che condanna le violenze ma contesta a una parte della destra di concentrare l’attenzione sugli stranieri, trascurando le ragioni economiche e sociali della protesta. Dura la replica di Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega a Milano, che arriva a suggerirgli di iscriversi al Partito Democratico.
Atrous: «La politica non ha dato risposte»
«Le violenze vanno condannate senza esitazioni e la sicurezza dei cittadini, dei lavoratori e delle famiglie è sacra», premette Atrous. L’esponente azzurro sposta poi l’attenzione sulle difficoltà economiche che, nella sua lettura, sono alla base della protesta.
«A destra c’è chi ha già iniziato a puntare il mirino sugli stranieri, pur di non ammettere che sulle vere ragioni della protesta, dal carovita al costo insostenibile delle case e degli affitti, fino agli stipendi fermi da trent’anni, la politica non ha saputo offrire risposte adeguate», afferma Atrous, secondo quanto riportato dall’ANSA.
Una presa di posizione che porta il confronto dentro la coalizione: alla condanna degli episodi di violenza, il dirigente di Forza Italia affianca una critica alle risposte della politica e al modo in cui una parte del centrodestra interpreta quanto accaduto.
Piscina: «Posizioni lontane dai nostri valori»
La risposta della Lega è frontale. «Le parole di Amir Atrous lasciano davvero sbigottiti e dimostrano una totale disconnessione dalla realtà che i milanesi vivono ogni giorno sulla propria pelle», dichiara Piscina.
Il segretario provinciale leghista distingue la posizione di Atrous da quella del suo partito: «Sono assolutamente sicuro che questo non sia il pensiero di Forza Italia, un partito serio con cui governiamo e che ha sempre messo al primo posto la legalità e la sicurezza».
Poi mette in discussione la permanenza dell’esponente azzurro tra gli alleati: «Mi chiedo però, a questo punto, come sia possibile che una persona con posizioni così lontane dai nostri valori e dai problemi reali dei cittadini sia ancora all’interno del partito».
Nel comunicato diffuso dalla Lega, Piscina sostiene inoltre che l’80% dei soggetti fermati durante gli scontri e gli atti vandalici sarebbe costituito da «stranieri di prima o seconda generazione». La nota non indica la fonte del dato né il perimetro preciso dei fermi considerati. Per il leghista, denunciare il problema non significa generalizzare, ma affrontare i fenomeni delle baby gang e della criminalità giovanile.
Il richiamo all’unità e l’affondo finale
Piscina chiede quindi un centrodestra «granitico e unito» sulla sicurezza urbana, «senza timidezze e senza giustificazionismi di comodo». La conclusione alza ulteriormente il tono del confronto: «Posizioni del genere sarebbero perfette tra le file del Partito Democratico, ma non hanno nulla a che spartire con la visione e l’identità del centrodestra».
La polemica mette così in evidenza una divergenza tra i due esponenti della coalizione: Atrous richiama il disagio sociale e contesta le generalizzazioni sugli stranieri; Piscina considera questa lettura incompatibile con la linea che il centrodestra dovrebbe tenere sulla sicurezza.







