Vaccaro: «Lucente aveva detto che le criticità andavano risolte rapidamente. La risposta di Rfi dice invece che fino al 2030 San Donato resterà senza ascensori e rampe mobili»
Per la fermata ferroviaria di San Donato Milanese non risultano al momento programmati interventi infrastrutturali fino al 2030. A metterlo nero su bianco è Rete Ferroviaria Italiana nella risposta inviata a Nicholas Vaccaro dopo la segnalazione presentata il 14 luglio sulle condizioni dello scalo. Una comunicazione che riapre la polemica con l’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente, che nelle scorse settimane aveva replicato alle critiche sulle condizioni delle stazioni del Sud Milano sostenendo che i problemi dovessero essere affrontati nel più breve tempo possibile.
Il passaggio decisivo della risposta di Rfi riguarda proprio l’accessibilità della fermata. La società ricorda di essere impegnata nel “Piano Integrato Stazioni”, che prevede interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche attraverso l’innalzamento dei marciapiedi e la realizzazione, tra l’altro, di ascensori, rampe e scale mobili. Per San Donato, però, “nella programmazione attualmente disponibile, con orizzonte temporale fino al 2030, non risultano previsti specifici interventi”. Rfi precisa che il piano viene aggiornato periodicamente sulla base delle priorità, delle risorse disponibili e dello stato di avanzamento delle opere già inserite.
È su questo punto che Vaccaro, oggi anche componente del Comitato pendolari Sud Milano e Lodi, torna all’attacco. “L’assessore Lucente aveva replicato alle mie critiche dicendo che le criticità delle stazioni andavano risolte rapidamente. Ho atteso la risposta ufficiale di Rfi e il quadro che emerge è diverso: allo stato attuale non risultano interventi programmati fino al 2030. Significa che il problema dell’accessibilità di San Donato rischia di restare irrisolto ancora per anni. Credo sia necessario riaprire il confronto e capire quali soluzioni concrete possano essere anticipate”, afferma Vaccaro.
La questione non riguarda soltanto l’accessibilità. Nella risposta Rfi affronta anche i problemi di sicurezza e decoro, spiegando che la situazione della fermata è nota ed è oggetto di attenzione insieme a Fs Security. La società richiama inoltre le operazioni di controllo “Alto Impatto” coordinate dalla Questura nell’area sud della stazione di Milano Rogoredo.
Nel mese di luglio si era svolto anche un sopralluogo con la partecipazione di diversi rappresentanti istituzionali. Da quella verifica, secondo Rfi, erano emerse criticità soprattutto di carattere urbanistico e manutentivo, mentre per gli aspetti di ordine pubblico restano competenti le autorità di pubblica sicurezza.
Rfi assicura che continueranno le attività di presidio, i controlli e i monitoraggi con il supporto di Fs Security e ricorda che l’area è dotata di videosorveglianza. Per quanto riguarda invece gli interventi sull’area antistante la stazione, la competenza viene ricondotta al Comune di San Donato Milanese.
Il nodo principale resta però quello infrastrutturale: allo stato attuale della programmazione, ascensori, rampe mobili e altri interventi strutturali per migliorare l’accessibilità della fermata non risultano tra le opere previste fino al 2030. Ed è proprio questo dato che Vaccaro intende ora riportare al centro del confronto con Regione Lombardia.







