Caos in Forza Italia, i senatori sfiduciano il capogruppo Gasparri. Fuori Maurizio Gasparri, dentro Stefania Craxi. Dopo la pesante sconfitta del partito al referendum sulla giustizia del 22-23 marzo, la famiglia Berlusconi ha deciso di intervenire direttamente per imporre un cambio ai vertici del gruppo di Forza Italia al Senato. Nelle ultime ore, infatti, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha completato la raccolta firme dei senatori necessari per sfiduciare il capogruppo azzurro, Maurizio Gasparri, e le firme saranno formalmente presentate nelle prossime ore. Secondo quanto riportano fonti vicine alla questione, essendoci la maggioranza dei senatori a favore della sfiducia, Gasparri dovrebbe rassegnare le dimissioni a breve. L’operazione sarebbe stata ispirata direttamente da Marina Berlusconi, che da mesi insisteva per un ricambio dei capigruppo sia alla Camera sia al Senato, mentre la raccolta delle firme è stata avviata concretamente da Lotito. Già giovedì mattina le firme raccolte per sfiduciare Gasparri erano tredici, cioè la maggioranza assoluta dei senatori di Forza Italia. Tra i firmatari figurano nomi di rilievo come i ministri Maria Elisabetta Alberti Casellati e Paolo Zangrillo, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alberto Barachini. Nonostante la tensione interna, i vertici di Forza Italia si sono riuniti giovedì mattina, ma la questione delle dimissioni di Gasparri non sarebbe stata discussa ufficialmente, con il segretario Antonio Tajani che ha preferito fare il punto della situazione con i segretari comunali e provinciali del partito. Al posto di Gasparri è stata scelta Stefania Craxi, presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato. Craxi non rappresenta necessariamente un simbolo di rinnovamento all’interno del partito, ma la sua nomina è stata motivata dalla sua esperienza politica e dalla capacità di gestire i gruppi parlamentari in un momento delicato. Nelle settimane precedenti alla sfiducia, Craxi aveva incontrato a Milano Marina Berlusconi, segnale evidente di un’operazione coordinata dai vertici della famiglia Berlusconi per guidare il rinnovamento del partito senza provocare divisioni aperte. Questo cambio ai vertici del gruppo al Senato rappresenta il primo segnale concreto delle mosse strategiche della famiglia Berlusconi su Forza Italia dopo il risultato referendario. Marina Berlusconi, infatti, vorrebbe estendere il ricambio anche alla Camera dei deputati, sostituendo Paolo Barelli, ma al momento quest’ipotesi appare ancora lontana e complessa da realizzare. Il termine “putsch”, utilizzato dai media per descrivere questa operazione interna, indica un’azione rapida e decisa volta a rimuovere un leader o un gruppo dirigente senza passaggi istituzionali ordinari. In ambito politico, un putsch consiste in un colpo di mano interno, che può avvenire con mezzi parlamentari, raccolte di firme o votazioni interne, senza ricorrere a processi ordinari o consultazioni più ampie. Nel caso di Forza Italia, il putsch è rappresentato dalla raccolta e presentazione delle firme della maggioranza dei senatori per sfiduciare il capogruppo, bypassando eventuali resistenze e segnando un cambio netto della leadership parlamentare. La vicenda mette in evidenza le tensioni interne a Forza Italia e la crescente influenza della famiglia Berlusconi sulle scelte strategiche del partito. L’uscita di Gasparri, figura storica e di grande peso politico, e l’ingresso di Stefania Craxi rappresentano un segnale chiaro della volontà di modernizzare la gestione dei gruppi parlamentari, anche se le nomine restano comunque legate a logiche di esperienza e fiducia personale all’interno del partito. La sfiducia a Gasparri arriva dopo mesi di discussioni interne e dopo una consultazione referendaria che ha mostrato le fragilità del partito agli occhi dell’elettorato, costringendo i vertici a scelte rapide e decisive per mantenere coesione e controllo. L’operazione può essere letta anche come un avvertimento ai parlamentari che potrebbero opporsi ai diktat della leadership: la famiglia Berlusconi vuole mostrare capacità di decidere e cambiare la squadra dirigente quando necessario. Stefania Craxi eredita un gruppo parlamentare complesso, con l’obiettivo di stabilizzare il partito e prepararlo alle prossime scadenze politiche, mentre Forza Italia continua a interrogarsi sul futuro del proprio assetto interno e sulle strategie necessarie per recuperare consenso dopo il referendum. Il putsch interno al Senato è peraltro molto più di un semplice cambio di capogruppo, è un segnale politico chiaro sulla direzione che la leadership del partito intende prendere nei mesi a venire.







