Sembravano normali magliette da lavoro, resistenti e adatte all’impiego quotidiano. Poi è bastata l’acqua per mostrare un problema che ha fatto discutere i Vigili del Fuoco in tutta Italia. Le nuove polo ignifughe distribuite al personale hanno iniziato a sfilacciarsi e a strapparsi dopo essere state bagnate, cedendo in alcuni casi al semplice contatto delle dita. Le immagini diffuse sui social e le denunce dei sindacati hanno trasformato una criticità apparentemente circoscritta in un caso nazionale, sollevando interrogativi sulla qualità dei materiali e sui controlli effettuati prima della consegna. Al centro della vicenda c’è una fornitura da circa 120.000 polo, legata a un appalto europeo del valore di 5,118 milioni di euro, affidato alla società La Griffe S.r.l. Il costo unitario indicato è di circa 42,65 euro. Non si tratta di semplici magliette da indossare durante il servizio: questi capi rientrano nell’abbigliamento di protezione previsto per il personale e devono rispettare requisiti tecnici precisi. La documentazione relativa al modello F07.12.07 indica un tessuto in viscosa ignifuga, progettato per limitare la propagazione della fiamma e offrire protezione dal calore. Il problema segnalato riguarda però un’altra caratteristica, altrettanto importante nell’utilizzo quotidiano: la resistenza meccanica quando il tessuto entra in contatto con acqua e sudore. Un indumento può superare determinate prove di reazione al fuoco e, allo stesso tempo, presentare anomalie strutturali. È proprio questa distinzione a rendere necessarie verifiche approfondite. Le prime segnalazioni sono arrivate nel corso dell’estate 2026, anche attraverso le denunce della UILPA Vigili del Fuoco e di altri rappresentanti sindacali. La richiesta è stata quella di andare oltre il controllo dei singoli capi danneggiati, verificando l’intera filiera della fornitura e individuando con precisione i lotti interessati. Il timore è che una polo apparentemente integra, se utilizzata durante un intervento, possa perdere consistenza proprio quando il personale è esposto a condizioni operative difficili. Per chi riscontra il difetto, il riferimento è il proprio Comando provinciale, che deve seguire le procedure di segnalazione e sostituzione indicate dall’Amministrazione. La tracciabilità dei capi e dei relativi lotti è fondamentale per evitare che le magliette non conformi tornino in circolazione attraverso le scorte di magazzino. Resta inoltre centrale la richiesta dei sindacati di garantire controlli trasparenti e criteri uniformi su tutto il territorio nazionale. Alla questione della resistenza si è aggiunto un secondo fronte, quello della sicurezza chimica. Alcune organizzazioni sindacali hanno chiesto chiarimenti sulla composizione dei tessuti e sull’eventuale presenza di sostanze indesiderate, compresi i PFAS (Per- and Poly-Fluoroalkyl Substances) che conferiscono loro una grande resistenza alla degradazione naturale. Al momento, tuttavia, un tessuto che si deteriora quando è bagnato non costituisce di per sé la prova di una contaminazione. Per stabilire se esistano rischi per la salute servono risultati analitici documentati, capaci di identificare le sostanze eventualmente presenti e di valutarne la rilevanza. Un passaggio importante è arrivato con l’accordo tra il Ministero dell’Interno e l’azienda fornitrice, annunciato nell’autunno 2026. Secondo le informazioni diffuse, La Griffe si è impegnata a ritirare le scorte difettose e a produrre gratuitamente 15.000 nuove polo, realizzate prevalentemente con fibre naturali, con distribuzione prevista nei primi mesi del 2027. La sostituzione rappresenta un primo intervento concreto, ma non esaurisce le domande aperte. Resta da chiarire perché il tessuto abbia mostrato una simile fragilità, quanto fosse esteso il difetto e quali controlli saranno adottati per evitare che il problema si ripeta. Per i Vigili del Fuoco, che ogni giorno affrontano incendi, incidenti e situazioni imprevedibili, l’affidabilità dell’abbigliamento non è un dettaglio amministrativo. È una condizione essenziale per lavorare in sicurezza.







