
C’è chi ha perso il referendum e chi vuole perdere le primarie… in un caso o nell’altro, si continua a non comprendere il sentore del popolo. Certo, le ragioni del NO sono un insieme che solo chi fa politica sul territorio e contestualmente vive online per lavoro può conoscere. Di contro, chi vive di sondaggi (o peggio di sussidi) non comprende e, soprattutto, non gli frega un piffero.
In ogni caso, nel 2022 il popolo aveva scelto la coalizione di Centrodestra per ragioni ben precise che, a distanza di anni e nonostante le continue richieste, sono state disattese. Qualcuno dà la colpa alla sinistra, ai giudici o alla fata turchina; resta il fatto che “il popolo ha fame”, come si diceva ai tempi di Maria Antonietta. E si sa: se il popolo ha fame e manca il cibo, anche il popolo più pacato del mondo prima o poi si ribella.
Mettere alla porta due o tre soggetti cambia poco se per quasi quattro anni si è parlato solo di Ucraina o, meglio, di Zelensky. Oltre al danno, si aggiunge la beffa di non aver agevolato i patrioti a mandare a casa la von der Leyen per paura dello scranno di Raffaele Fitto.
Vediamo quali potrebbero essere le ragioni del NO:
Sei contento che non abbiamo fatto il blocco navale militare? NO
Sei contento che la “VonderCaz” sia ancora al suo posto? NO
Sei contento che il carrello della spesa aumenti sempre? NO
Sei contento che i mutui a tasso variabile siano schizzati alle stelle? NO
Sei contento che il costo del denaro sia in mano a chi ci tiene per le palle? NO
Sei contento che le accise non siano state tolte? NO
Sei contento che in Ucraina arrivino i proventi delle nostre tasse o, peggio, fondi sottratti a servizi essenziali come sanità, istruzione e infrastrutture per pagare “cessi d’oro”? NO

Sei contento che nelle case ucraine abbiano trovato mazzette di euro ancora incellofanate? NO
Sei contento che abbiamo sequestrato beni alla Russia e ora paghiamo milioni di euro per mantenerli? NO
Sei contento che le bollette aumentino? NO
Sei contento che il governo abbia firmato un decreto per far arrivare altri 500.000 immigrati con i barchini? NO
Sei contento che l’immigrazione sia, a tutt’oggi, fuori controllo? NO
Potrei andare avanti con decine di domande, ma il risultato sarebbe lo stesso.
Passiamo al quesito referendario. Chi propone la modifica non può avere in seno nel governo e ai ministeri determinati personaggi, né può permettersi di spendere oltre 200 milioni di soldi pubblici per tentare di vincere senza aver aiutato il popolo prima. Ma poi, siamo sicuri che l’elettorato abbia capito? Chissà in quanti avranno cercato l’informazione che due CSM ci sarebbero costati 50 milioni in più all’anno, mentre i tribunali sono già sotto organico, esattamente come le Forze dell’Ordine, i medici e gli insegnanti.
Capiranno mai, tra i velluti del Parlamento, che la realtà del “Paese reale” non coincide con le slide dei loro consulenti? Ne dubito. Eppure, questo referendum ha dimostrato che il silenzio delle urne può trasformarsi in un boato assordante. Chi ha affrontato chilometri, spese e sacrifici per recarsi al voto non lo ha fatto per un tecnicismo burocratico, ma per rivendicare un’esistenza che la politica sembra aver cinicamente dimenticato.
Mentre il popolo chiede pane e dignità, il Palazzo risponde con l’ideologia e il fumo negli occhi. Ma la storia insegna che ogni scollamento ha un prezzo, e ogni abuso di potere ha un termine. A chi siede al comando, sordo al grido di chi fatica, andrebbe ricordato il monito immortale di Cicerone:
Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?







