Ci sono luoghi che non sono semplicemente edifici o servizi pubblici. Ci sono luoghi che diventano parte della vita di una comunità, che accompagnano la crescita di generazioni di ragazzi e che rappresentano un punto di riferimento per centinaia di famiglie. Il Convitto e Semiconvitto Luigi Sturzo di Caltagirone è uno di questi. La prospettiva di una possibile chiusura della struttura sta suscitando apprensione e interrogativi in tutta la città. Non si tratta soltanto del destino di una scuola o di un servizio educativo, ma del futuro di una realtà che da anni sostiene studenti, famiglie e lavoratori. A parlarne è stato Francesco Nobile, referente del Comitato Futuro Nazionale di Caltagirone, nel corso di un’intervista rilasciata al direttore dell’Osservatore Meneghino, dottor Massimo Blandini. “Quando si parla del Convitto Luigi Sturzo bisogna andare oltre i numeri”, spiega Nobile. “Dietro questa struttura ci sono storie, sacrifici, percorsi di crescita e opportunità che ogni giorno vengono offerte a tanti giovani. Per questo motivo la sola idea di una chiusura genera una forte preoccupazione non soltanto tra gli studenti e le loro famiglie, ma in tutta la comunità”. Un aspetto che rende ancora più significativa questa vicenda è il ruolo che il convitto ricopre a livello nazionale. Il Luigi Sturzo, infatti, è uno dei soli cinque convitti di proprietà dell’INPS presenti in tutta Italia. Un dato che testimonia il valore della struttura e la sua importanza all’interno di un sistema educativo che punta a garantire sostegno, inclusione e opportunità di formazione a migliaia di studenti. “È difficile comprendere come una realtà di questo livello possa essere messa in discussione”, osserva Nobile. “In un periodo in cui si parla continuamente di investire sui giovani, sull’istruzione e sull’inclusione sociale, ci troviamo davanti al rischio concreto di perdere un presidio che rappresenta un’eccellenza per il nostro territorio”. Per l’anno scolastico 2025/2026 il convitto dispone di 60 posti nella formula residenziale e di 140 posti in semiconvitto. Attraverso il bando INPS sono disponibili decine di posti destinati agli studenti delle diverse fasce scolastiche. Ma dietro questi dati ci sono soprattutto persone. Ci sono ragazzi che trovano un ambiente sicuro in cui studiare e crescere, famiglie che possono contare su un supporto educativo qualificato e lavoratori che ogni giorno contribuiscono al funzionamento della struttura. Nel corso dell’intervista con il direttore Blandini, Nobile ha voluto soffermarsi proprio sull’aspetto umano della vicenda. “Molte famiglie organizzano la propria vita attorno ai servizi offerti dal convitto. Penso ai genitori che lavorano negli ospedali, nelle forze dell’ordine, nel commercio o in tutte quelle attività che prevedono turni complessi. Per loro il convitto non è un semplice servizio aggiuntivo, ma una risorsa fondamentale che consente di conciliare lavoro e vita familiare”. Il Luigi Sturzo offre infatti molto più di un normale doposcuola. Gli studenti possono contare sul supporto di tutor qualificati, su attività di studio assistito e su percorsi educativi costruiti per valorizzare le capacità individuali. Particolare attenzione viene riservata agli studenti con disabilità, che possono beneficiare di servizi dedicati e di personale specializzato. “Parliamo spesso di inclusione”, sottolinea Nobile. “Qui l’inclusione non è uno slogan, ma una pratica quotidiana. Ci sono ragazzi che grazie a questo servizio hanno trovato sostegno, integrazione e opportunità che altrimenti sarebbero state molto più difficili da raggiungere. Perdere tutto questo sarebbe una sconfitta per tutti”. L’offerta formativa della struttura comprende anche attività culturali, artistiche e sportive che contribuiscono alla crescita dei giovani ben oltre il semplice percorso scolastico. Laboratori di ceramica, pittura, lettura creativa e cineforum convivono con corsi di lingua inglese, francese e spagnola, alcuni dei quali finalizzati al conseguimento di certificazioni internazionali. A tutto questo si aggiungono attività sportive come calcio, pallavolo, fitness, tennis e padel. “Quello che rende speciale il convitto è la sua capacità di accompagnare i ragazzi nella loro crescita personale”, spiega Nobile. “Non si limita a fornire un luogo di studio, ma offre occasioni di socializzazione, formazione culturale e sviluppo delle proprie passioni. È un ambiente che aiuta i giovani a diventare cittadini consapevoli e responsabili”. Ma le preoccupazioni non riguardano soltanto gli studenti. La possibile chiusura della struttura avrebbe infatti ripercussioni anche sul fronte occupazionale. Secondo le stime, sarebbero circa cento i lavoratori coinvolti tra personale educativo, amministrativo, tecnico e addetti ai servizi. “Quando si parla di cento posti di lavoro non si parla di semplici numeri”, osserva Nobile. “Si parla di famiglie, di persone che hanno costruito il proprio futuro professionale all’interno di questa realtà e che oggi guardano con preoccupazione ai prossimi mesi. In un territorio che già affronta numerose difficoltà economiche, una perdita occupazionale di questa portata rappresenterebbe un problema molto serio”. Uno degli aspetti che il referente di Futuro Nazionale considera più delicati riguarda il metodo con cui sarebbe stata affrontata la questione. “Le famiglie, i lavoratori e le istituzioni locali meritano risposte chiare. Decisioni di questo tipo non possono essere calate dall’alto senza un confronto con chi vive quotidianamente questa realtà. È necessario aprire un dialogo vero, ascoltare tutte le parti coinvolte e valutare ogni possibile soluzione alternativa”. Per questo motivo il Comitato Futuro Nazionale chiede che venga sospeso qualsiasi provvedimento di chiusura e che si avvii immediatamente un tavolo di confronto capace di coinvolgere tutti gli attori interessati. L’auspicio, conclude Nobile, è che prevalga il buon senso. “Il Convitto Luigi Sturzo non è soltanto una struttura educativa. È una parte della storia di Caltagirone, un presidio sociale che continua a svolgere una funzione fondamentale per centinaia di famiglie. Difenderlo significa difendere il diritto allo studio, l’inclusione, il lavoro e il futuro dei nostri giovani. Per questo motivo continueremo a far sentire la nostra voce affinché venga trovata una soluzione che consenta a questa importante realtà di continuare a operare e a servire il territorio come ha sempre fatto”.







