La notizia è iniziata a girare con i toni che sembravano esagerati dal passaparola: “Il giorno dell’apertura delle Olimpiadi Invernali 2026 chi ha le finestre che danno sulla Fabbrica del Vapore deve lasciarle serrate con le tapparelle o ti entra l’Esercito in casa con la forza”. Follia? Questione di diritti televisivi? No, stando alle testimonianze raccolte dall’Osservatore si tratta di una misura precauzionale perché c’è l’ansia di un possibile attentato a Mattarella.
Quindi i cittadini che vivono a Milano, o meglio in certe zone di Milano, avranno i diritti sospesi. Compreso quello di aprire le finestre. Di parcheggiare sotto casa. E probabilmente anche uscire a prendere il pane e il latte sarà difficile. Dovranno stare in casa, con i figli, perché sempre per la manifestazione sono state chiuse le scuole. Notoriamente luoghi di pericolosi assembramenti.
Perché l’ansia da sicurezza per il Presidente, così come per le mille autorità italiane, non considera mai il problema di sospendere i diritti dei cittadini. Eppure sono cariche elettive e, pure se fossimo sotto la monarchia, per natura sono sostituibili. Quindi prima di sospendere i diritti dei cittadini perché un potente viene a tagliare un nastro e a pronunciare frasi prevedibili, forse bisognerebbe pensarci due volte.
Nessuno lo farà, ma per protesta le finestre dovrebbero rimanere tutte aperte e gli smartphone accesi per aspettare la presunta irruzione delle forze speciali. Perché se veramente un singolo militare entra in casa degli italiani perché si è affacciato alla finestra mentre un potente taglia un nastro, allora smettiamo con la pantomima della democrazia.

