Il 16 aprile 2026 la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani si è trasformata in un luogo di riflessione sul rapporto tra identità umana e tecnologie intelligenti, ospitando un incontro dedicato al tema “IO e l’IA: l’importanza dell’educazione socio-emotiva e affettiva al tempo dell’intelligenza artificiale”. L’iniziativa, voluta dalla Vice Presidente del Senato Mariolina Castellone, ha riunito studiosi, professionisti e studenti con l’obiettivo di analizzare le trasformazioni in atto nel campo educativo e relazionale. A coordinare il dibattito è stata la professoressa Nadia Carlomagno, docente di pedagogia sperimentale, che ha impostato la discussione come una lettura critica delle dinamiche contemporanee, ponendo l’accento sugli effetti che gli algoritmi esercitano sulle emozioni e sulle interazioni sociali. Nel corso del suo intervento, Carlomagno ha evidenziato come le tecnologie digitali stiano progressivamente ridefinendo il modo di percepire e vivere i legami affettivi, sottolineando un dato significativo: negli ultimi decenni si è registrata una riduzione della capacità empatica tra gli studenti. Questo fenomeno viene associato alla crescente abitudine di affidarsi a sistemi artificiali per ottenere risposte emotive semplificate, dando vita a una forma di empatia simulata che, pur risultando immediata, non possiede la profondità dell’esperienza umana. Da qui è emersa l’esigenza di promuovere un’educazione centrata sulla dimensione umana, capace di valorizzare fragilità, consapevolezza e responsabilità individuale, evitando che il processo decisionale venga delegato a logiche algoritmiche. In tale prospettiva, la tecnologia deve essere considerata uno strumento di supporto e non un sostituto dell’esperienza emotiva. Tra le proposte emerse, il teatro ha assunto un ruolo centrale come pratica educativa in grado di restituire complessità alle relazioni, grazie alla sua natura basata sull’incontro diretto, sull’imprevedibilità e sulla presenza fisica, elementi che nessun sistema digitale può replicare in modo autentico. Un aspetto particolarmente originale dell’evento è stato il coinvolgimento diretto dell’intelligenza artificiale nel dialogo con i relatori, attraverso domande e risposte generate in tempo reale, creando un confronto che ha messo in luce il divario tra linguaggio artificiale e vissuto umano, evidenziando come alla macchina manchi una dimensione corporea e sensoriale. Il dibattito ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e di numerosi esperti provenienti da ambiti diversi, dalla filosofia alla psicologia, dalla didattica al mondo dello spettacolo e della comunicazione, offrendo un quadro articolato sulle sfide poste dall’innovazione tecnologica. L’incontro si è concluso con l’impegno a elaborare un documento di indirizzo utile a orientare le politiche educative future, con l’obiettivo di integrare l’intelligenza artificiale nei percorsi formativi senza compromettere la ricchezza delle relazioni umane. La questione centrale resta infatti di natura pedagogica: costruire modelli educativi capaci di mantenere viva la dimensione emotiva e relazionale dell’individuo in un contesto sempre più digitalizzato, preservando la capacità di comprendere e vivere emozioni autentiche come elemento fondamentale dell’esperienza umana.







