Il mondo alla rovescia della campagna elettorale

Il mondo alla rovescia della campagna elettorale. Oggi assistiamo le forze in teoria più sagge e responsabili del Parlamento discutere di scostamento di bilancio. Mario Draghi ha dimostrato di avere le spalle larghe e li ha mandati a quel paese. Proprio quello. Nel senso quello in cui l’importante è mantenere la posizione in Parlamento, anche se fosse il Parlamento di un Paese desertificato. Tanto si tratta di far vivere bene poche centinaia di persone, gli altri 59,5 milioni possono pure state a pane e acqua. Prima potevano dire che erano solo quei pazzi dei 5 Stelle a chiedere scostamenti continui e che erano irresponsabili, peccato che lì la crisi fosse di dimensioni planetarie e c’era il blocco totale delle attività. Oggi invece no. Ci sono le conseguenze di una guerra che non si riesce a terminare, con il rischio continuo di doverla allargare. Conseguenze che si potrebbero affrontare in tanti modi, magari rivedendo i fondi spesi a caso dal bilancio dello Stato. Invece no, si preferisce vedere i famosi “moderati” chiedere di inguaiare i conti pubblici peggio di come siamo messi oggi. Nel frattempo Fratelli d’Italia va in blocco ancora prima di essere al governo: a Piombino i filo americani come Draghi vogliono costruire un rigassificatore, cioè un punto dove possa essere scaricato il gas liquido prodotto dagli americani per poi essere ritrasformato in gas-gas. Ora primo punto: gli impianti non si creano in un mese. Secondo: dipendere dal gas americano che costa più di quello asiatico o africano sembra senza senso come strategia per un Paese con i conti in rosso. Terzo e più importante per FdI: il sindaco meloniano non è d’accordo con il rigassificatore, mentre la linea ufficiale sempre del partito è che è un’ottima idea. Di per sé potrebbe trattarsi di una delle tante opere pubbliche italiane su cui lavorano solo politici e progettisti. Ma per Fratelli d’Italia è un problema politico: se Meloni non sa gestire un partito del 20-25 per cento su una singola opera in una città secondaria, come può pensare di governare una Nazione in tumulto e tecnicamente fallita? Perché è molto più complesso, come pare evidente. Saprà mettere ordine senza cacciare nessuno dal partito? Perché governare non vuol dire solo andare di ghigliottina come pensa il popolino ignorante. Significa saper affrontare problemi complessi, trasformare le debolezze in punti di forza e così via.

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