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direttore editoriale: Massimo Blandini

Fastweb, l’azienda che licenzia

Fastweb, l’azienda che licenzia. Non sono serviti gli appelli a un’azienda che fattura miliardi e progetta spese per miliardi. Le 72 persone licenziate e giustamente reintegrate dai giudici hanno avuto l’ultima delusione: la proposta di Fastweb è uno stipendio di 500 euro per 18 mesi. Una presa in giro per chi a fronte di un trasferimento dovrebbe lasciare casa, famiglia, affetti e magari un mutuo per accettare uno stipendio a tempo determinato e buono solo per chi vive nei dormitori pubblici. Fastweb non è un’azienda in crisi, ma nonostante questo non tende una mano ai lavoratori. Se non ascolta i suoi lavoratori, le istituzioni locali che hanno raccolto l’appello delle 72 famiglie e chi cerca di evidenziare questo problema, come si può pensare che sia davvero impegnata a fornire un servizio ottimale per i suoi clienti? Ci sono tanti modi in cui la dirigenza poteva rispondere a questa crisi, ma 18 mesi a 500 euro è quella sbagliata. Uno stipendio andrebbe solo per il viaggio di andata e ritorno verso Bari. Ma perché l’azienda non può trovare un altro modo per impiegare queste persone? Lo abbiamo scritto altre volte: sono 72 famiglie, non 7200. Luigi Di Maio pare troppo preso dalle crisi che non ha saputo gestire in altre parti d’Italia e forse proprio perché non si parla di centinaia di posti di lavoro, non sembra interessato alla vicenda. Ma allora ministro, se non voi chi dovrebbe occuparsene?

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