Il panorama delle istituzioni a Torre Annunziata versa in una condizione di palese precarietà e frammentazione, stretto tra lo spettro di un imminente commissariamento e i contraccolpi giudiziari dell’indagine sui gettoni di presenza, che vede coinvolti due esponenti del Partito Democratico. In questo perimetro amministrativo già minato da profonde critiche collettive, si è innestata una violenta fibrillazione interna al Movimento 5 Stelle. Una simile spaccatura sta producendo pesanti ripercussioni sia sull’assetto consiliare sia nei rapporti di fiducia con la base dei militanti del territorio. Il fulcro del problema è rappresentato dal durissimo braccio di ferro che vede contrapposti il senatore Orfeo Mazzella e il consigliere comunale eletto tra i pentastellati, Salvatore Monaco. Tale divergenza non solo certifica una ferita profonda nel nucleo cittadino del Movimento, ma fa emergere soprattutto la totale assenza di una presa di posizione ufficiale da parte delle segreterie territoriali e provinciali del partito. Questa paralisi comunicativa, in un frangente così delicato per la città, sta alimentando forti dubbi e un diffuso malcontento tra iscritti, elettori storici e osservatori esterni. Di norma, dinanzi a dinamiche di questo tipo, le strutture di un partito politico agiscono con tempestività per tracciare una linea d’azione coerente e spegnere sul nascere i focolai di scontento. Nel comune di Torre Annunziata la realtà si sta rivelando opposta: manca qualsiasi documento formale di chiarimento e il dibattito tra le fazioni prosegue in modo caotico, privo di una vera sintesi politica. Questo vuoto al vertice sta esasperando un clima già fortemente instabile. Stande a quanto emerso dai lavori d’aula, il consigliere Salvatore Monaco, malgrado fosse stato votato per fare un’opposizione intransigente, avrebbe gradualmente ammorbidito la propria linea fino a convergere verso la maggioranza del sindaco dimissionario Corrado Cuccurullo. Nel corso dei mesi passati, l’esponente pentastellato avrebbe assicurato il mantenimento del numero legale nei momenti critici e garantito il proprio voto favorevole all’approvazione del bilancio di previsione, un atto indispensabile senza il quale la giunta sarebbe decaduta in anticipo. Voci di corridoio provenienti dai palazzi della politica locale riferiscono inoltre che lo stesso Monaco avrebbe siglato una nota a supporto dell’esecutivo cittadino subito dopo le forti perplessità sollevate dal Procuratore Nunzio Fragliasso in merito alle anomalie strutturali della macchina comunale. Questa decisione ha esasperato gli animi all’interno del partito, provocando la ferma reazione di molti attivisti. L’orientamento politico assunto dal consigliere viene giudicato in aperto contrasto con le direttive del Movimento 5 Stelle a livello provinciale, regionale e nazionale, che da tempo ha ritirato ogni parvenza di appoggio alla giunta Cuccurullo. Per questa ragione, la condotta di Monaco viene catalogata da più parti come una scelta del tutto estemporanea e personale, slegata da una pianificazione strategica collettiva. Di recente, il senatore Orfeo Mazzella ha richiamato più volte all’ordine i vertici regionali e provinciali del partito, chiedendo un intervento disciplinare o quantomeno chiarificatore. Ciononostante, dai quadri dirigenziali della Campania non è giunta alcuna replica o sanzione formale. Un silenzio così prolungato non fa che amplificare la portata dello scontro e la sensazione che la situazione non venga gestita con la dovuta fermezza. Lo stallo decisionale sta provocando una profonda amarezza tra i militanti del gruppo di Torre Annunziata, che avevano sposato un progetto politico imperniato sui cardini della trasparenza amministrativa e sul rifiuto categorico di compromessi contrari all’esito delle urne. La distanza tra i valori della base e la realtà del consiglio comunale appare ormai incolmabile. Mentre le altre forze politiche cittadine hanno rimodulato rapidamente i propri posizionamenti strategici dinanzi alla crisi, la dirigenza del Movimento 5 Stelle continua a non pronunciarsi sul dossier Monaco. Questa incertezza finisce per indebolire non solo il peso specifico del partito, ma mina la stabilità dell’intera coalizione locale. Stando alle valutazioni degli esperti, il pericolo più immediato è che questo solco tra gli eletti nelle istituzioni, i coordinatori e il popolo dei militanti possa tramutarsi in una scissione irreversibile. In un contesto geografico delicato come quello oplontino, perennemente al centro dell’attenzione per i rischi di condizionamento criminale e per le indagini della magistratura in corso, l’assenza di un indirizzo politico fermo rappresenta un fattore di ulteriore fragilità sociale. Il caso Monaco cessa così di essere una mera bega di palazzo per diventare lo specchio di una difficoltà strutturale dei partiti nel far rispettare la disciplina interna e il vincolo di mandato morale con i cittadini. Le settimane a venire indicheranno chiaramente se questa emorragia politica potrà essere bloccata o se assisteremo al consolidamento di una frattura che muterà per sempre la geografia politica di Torre Annunziata.
Comunicato da Giovanni ESPOSITO







