Una storia di integrazione, lavoro e visione imprenditoriale che attraversa tre decenni e due generazioni si è celebrata ieri sera a Roma, in via Torino 5a, negli spazi eleganti del The Hive, dove la famiglia Chin ha voluto condividere con amici, istituzioni e collaboratori i trent’anni di attività di Lucia Xu, conosciuta anche come Yinping Xu, figura centrale di un percorso che ha saputo coniugare determinazione, spirito di sacrificio e capacità di innovare. La serata, intensa e partecipata, ha ripercorso le tappe fondamentali di un cammino iniziato tra difficoltà e sogni ambiziosi, trasformato negli anni in una realtà imprenditoriale solida e riconosciuta nel panorama romano. Aperitivi curati nei minimi dettagli e un companatico di eccellenza hanno fatto da cornice a racconti, immagini e testimonianze che hanno emozionato i presenti, restituendo il senso profondo di un progetto familiare costruito giorno dopo giorno. Al centro del racconto, oltre alla fondatrice, al marito, i figli sono protagonisti di un’evoluzione economica e professionale che rappresenta uno degli esempi più significativi di integrazione e successo della seconda generazione italo-cinese nella Capitale. Xiao Lan Diana Chin ha scelto la strada della medicina, diventando cardiologa interventista presso l’Ospedale San Camillo, uno dei poli sanitari più importanti della città. La sua carriera testimonia come l’impegno nello studio e la dedizione al servizio pubblico possano tradursi in un contributo concreto alla collettività. In un settore delicato come quello cardiologico, dove competenza tecnica e sensibilità umana devono convivere, la dottoressa Chin ha saputo distinguersi per professionalità e attenzione verso i pazienti, incarnando quei valori di responsabilità e cura che la famiglia ha sempre posto al primo posto. Se la primogenita ha orientato il proprio talento verso la sanità, Chang Guo Andrea Chin ha invece raccolto e sviluppato l’eredità imprenditoriale materna, portandola a un livello di strutturazione manageriale e visione strategica che guarda al futuro dell’ospitalità romana. Oggi è Direttore Sviluppo Aziendale del The Hive Hotel, struttura alberghiera di categoria quattro stelle superiore nata da un ambizioso progetto di riconversione: un edificio adibito a uffici trasformato in un hotel moderno e funzionale, capace di coniugare design contemporaneo, efficienza e accoglienza internazionale. In qualità di coordinatore e sviluppatore del progetto, Andrea Chin ha seguito le fasi cruciali della trasformazione, dimostrando come la capacità di leggere il mercato e di investire con coraggio possa generare valore e occupazione. Ma il suo percorso non si ferma qui. È Amministratore Unico e fondatore della Blue Globe Hotels Srl, realtà attraverso la quale gestisce e sviluppa ulteriori progetti nel settore turistico-ricettivo. Tra questi, la gestione dell’Eur Suite Hotel, struttura quattro stelle che si è affermata come punto di riferimento per una clientela business ed il tempo libero nella zona dell’Eur, quartiere simbolo della modernità romana. Andrea Chin ricopre inoltre il ruolo di General Manager dell’Augusta Lucilla Palace, elegante quattro stelle nel cuore della città, e dell’Augusta Hotel Impero, storico tre stelle capace di coniugare tradizione e accessibilità. Un percorso manageriale articolato che evidenzia competenze trasversali, dalla pianificazione strategica alla gestione delle risorse umane, dal marketing internazionale al controllo di gestione, in un settore che negli ultimi anni ha affrontato sfide senza precedenti, tra crisi pandemica e trasformazioni delle abitudini di viaggio. La famiglia Chin, attraverso le scelte dei figli, rappresenta peraltro una duplice traiettoria di successo, da un lato l’eccellenza professionale in ambito sanitario, dall’altro la crescita imprenditoriale in un comparto chiave per l’economia romana come quello turistico. Durante la serata celebrativa, Lucia Xu ha ricordato i primi passi mossi in Italia, le difficoltà linguistiche, le barriere culturali, ma anche l’accoglienza ricevuta e la volontà di costruire un ponte stabile tra le proprie radici e la nuova patria. Quel ponte oggi è visibile non solo nei risultati economici, ma nel capitale umano formato, nei posti di lavoro creati, nelle relazioni istituzionali coltivate con rispetto e spirito collaborativo. Un momento particolarmente significativo è stato coronato con alcune dichiarazioni confidenziali di Elena Ma Jun, presidente dell’Associazione Internazionale BEIDI, che ha voluto sottolineare come storie come quella dei Chin incarnino il senso più autentico del dialogo tra Italia e Cina. Sotto la sua guida, l’associazione è diventata un punto di riferimento per la promozione della cooperazione nei settori della cultura, del turismo, dell’arte e dell’innovazione, favorendo occasioni di incontro e scambio che rafforzano il tessuto sociale ed economico della Capitale. Peraltro, Elena Ma Jun ha mi ha evidenziato come il successo imprenditoriale debba sempre accompagnarsi ad una responsabilità sociale, principio che la famiglia Chin ha dimostrato di condividere sostenendo iniziative culturali e promuovendo un’immagine positiva della comunità cinese in Italia. Alla serata ha preso parte anche l’onorevole Fabrizio Santori, esponente della Lega Salvini Premier e Consigliere dell’Assemblea Capitolina di Roma Capitale, dove ricopre il ruolo di Segretario d’Aula, è membro delle Commissioni Bilancio, Lavori Pubblici, Ambiente e Rifiuti, e Vicepresidente della Commissione Roma Capitale. Le sue capacità rimarcano un’importanza dell’imprenditoria sana e radicata sul territorio, capace di generare sviluppo e di dialogare con le istituzioni nel rispetto delle regole e della trasparenza. La presenza delle Istituzioni ha conferito alla celebrazione un significato ulteriore, non solo una festa privata, ma il riconoscimento pubblico di un percorso che ha contribuito alla crescita economica della città. L’evoluzione economica dei figli di Lucia Xu si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione della Comunità cinese in Italia, sempre più orientata verso professioni qualificate e ruoli manageriali di alto profilo. Se la prima generazione ha spesso concentrato i propri sforzi in attività commerciali tradizionali, la seconda dimostra una crescente diversificazione e un’integrazione piena nei settori strategici del Paese. Nel caso della famiglia Chin, questa evoluzione si è tradotta in una sinergia tra competenze diverse, ma complementari come la stabilità e il prestigio di una carriera medica da un lato e la capacità di creare valore economico ed occupazione dall’altro. Durante la serata, immagini di archivio e testimonianze di collaboratori hanno raccontato la trasformazione di immobili, la riqualificazione di spazi urbani, la formazione di staff multiculturali, elementi che rendono l’attività alberghiera non solo un’impresa economica, ma un laboratorio di integrazione quotidiana. L’ospitalità, per la famiglia Chin, non è soltanto un servizio, ma un linguaggio universale capace di unire persone di provenienze diverse. E proprio questa visione sembra essere il filo rosso che lega le scelte dei due fratelli, prendersi cura degli altri, che si tratti di pazienti in un reparto di cardiologia o di viaggiatori in una struttura ricettiva. I trent’anni di attività di Lucia Xu non rappresentano peraltro un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso in continua evoluzione. La sfida futura sarà consolidare quanto costruito e continuare a innovare, intercettando le nuove esigenze di un turismo sempre più attento alla sostenibilità, alla qualità dei servizi e all’esperienza personalizzata. Allo stesso tempo, l’impegno nella sanità pubblica di Xiao Lan Diana Chin continuerà a essere un presidio fondamentale di competenza e umanità in un sistema che richiede professionalità elevate e costante aggiornamento. La serata si è conclusa tra applausi e brindisi, con la consapevolezza che la storia della famiglia Chin è ormai parte integrante del tessuto economico e sociale romano. Una storia che parla di lavoro, studio, coraggio e dialogo interculturale, e che dimostra come l’integrazione possa tradursi in valore condiviso quando è accompagnata da visione, impegno e rispetto delle istituzioni. In un’epoca segnata da rapide trasformazioni, l’esempio di questa famiglia offre uno spunto di riflessione positivo, investire sulle competenze delle nuove generazioni e mantenere saldo il legame con le proprie radici può diventare la chiave per costruire un futuro solido, non solo per sé stessi, ma per l’intera Comunità.







