Nel cuore di Roma, crocevia storico di diplomazia, sicurezza e relazioni internazionali, si prepara un appuntamento destinato a segnare un punto di svolta nel panorama formativo italiano in materia di intelligence. L’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici, realtà consolidata nel campo degli studi strategici, presenta infatti un corso di alta formazione dal titolo emblematico: “Controspionaggio: Profili Strategici e Operativi per la Protezione del Sistema-Paese”. L’iniziativa, che si svolgerà il 22, 23 e 24 aprile 2026 presso la prestigiosa Casa dell’Aviatore, sarà accessibile sia in presenza sia in live streaming, a testimonianza di una crescente attenzione verso la diffusione capillare di competenze strategiche in un mondo sempre più interconnesso e vulnerabile. Il valore distintivo del corso risiede nella sua natura pionieristica: si tratta infatti del primo percorso formativo in Italia dedicato specificamente al controspionaggio in ambito non classificato. Un aspetto tutt’altro che secondario, poiché consente di aprire al pubblico qualificato – professionisti, dirigenti e studiosi – uno spazio di analisi solitamente confinato nei circuiti riservati delle agenzie di intelligence. Per la prima volta, peraltro, il corso riunisce un parterre di relatori di altissimo livello, composto da ex funzionari di agenzie nazionali e internazionali come AISI, AISE, CIA e Defense Intelligence Agency. Accanto a loro, docenti universitari, giornalisti investigativi e specialisti del controspionaggio industriale contribuiranno a delineare un quadro multidimensionale delle minacce contemporanee. Nel contesto attuale, segnato da competizione geopolitica, guerra ibrida e crescente esposizione delle infrastrutture digitali, il controspionaggio non è più una competenza riservata esclusivamente agli apparati statali. Diventa invece una necessità trasversale che coinvolge aziende, università, centri di ricerca e persino singoli individui. La missione del corso riflette proprio questa trasformazione cioè promuovere una “cultura del controspionaggio” capace di integrare sicurezza nazionale e sicurezza economica. L’obiettivo è chiaro, rafforzare le sinergie tra il controspionaggio istituzionale e quello industriale, con particolare attenzione alla prevenzione delle cosiddette insider threat, ossia le minacce interne alle organizzazioni. Il percorso formativo si distingue per un approccio pragmatico e operativo. Non si limita alla teoria, ma entra nel merito delle tecniche e delle metodologie utilizzate sul campo e tra i temi principali che saranno affrontati figurano: le metodologie operative del controspionaggio difensivo ed offensivo come la sorveglianza agli agenti doppi, fino alle pratiche di espulsione diplomatica e alla penetrazione HUMINT; i sistemi di protezione delle informazioni sensibili e classificate, sempre più cruciali in un’epoca di data economy; l’impatto della SOCMINT e della Cyber-HUMINT, con un focus su come i servizi di intelligence stranieri sfruttano i social media per reclutare e gestire fonti; le applicazioni dell’intelligenza artificiale e dell’OSINT nella profilazione avanzata e nell’analisi predittiva; l’analisi delle attività di spionaggio di attori statali, con particolare attenzione ai casi attribuiti a Cina e Russia, tra cui episodi noti come il caso Walter Biot ed infine, il controspionaggio industriale, con approfondimenti su architetture di sicurezza, limiti giuridici e tecniche TSCM (Technical Surveillance Countermeasures). L’inclusione di casi reali rappresenta uno degli elementi più rilevanti del corso con lo studio di operazioni concrete consente, infatti, di comprendere non solo le dinamiche teoriche, ma anche le criticità e le decisioni operative che caratterizzano il lavoro quotidiano degli analisti e degli operatori. Un capitolo centrale è dedicato all’impatto delle nuove tecnologie. L’evoluzione dell’intelligenza artificiale, unita alla disponibilità massiva di dati open source, ha trasformato radicalmente il modo in cui vengono condotte le operazioni di intelligence e controspionaggio. Oggi, la profilazione psicologica può avvenire attraverso l’analisi dei comportamenti digitali, mentre i social network diventano strumenti privilegiati per l’avvicinamento e la manipolazione delle fonti. In questo scenario, la linea tra sicurezza nazionale e sicurezza privata si fa sempre più sottile, imponendo una revisione delle strategie di difesa. Uno degli aspetti più innovativi del corso è l’enfasi sulla collaborazione tra settore pubblico e privato. Le aziende, in particolare quelle operanti in settori strategici, sono sempre più nel mirino di attività di spionaggio economico e tecnologico. Il corso mira peraltro a fornire strumenti concreti per: valutare il rischio spionaggio all’interno delle organizzazioni; identificare comportamenti anomali riconducibili a insider threat ed implementare protocolli di sicurezza efficaci e sostenibili. Questa integrazione tra dimensione istituzionale e aziendale rappresenta una delle sfide principali del futuro, in cui la protezione del “Sistema-Paese” passa inevitabilmente anche dalla resilienza del tessuto economico. Oltre ai contenuti didattici, il corso offre un’importante opportunità di networking. La presenza di esperti internazionali e partecipanti provenienti da diversi settori crea un ambiente di confronto unico, in grado di favorire la nascita di collaborazioni professionali e accademiche. Per i partecipanti, i benefici sono molteplici: un’acquisizione di competenze altamente specializzate e sempre più richieste; l’accesso ad una rete di contatti qualificati e lo sviluppo di una visione integrata del controspionaggio, dalle sue radici storiche alle sue evoluzioni più recenti. In definitiva, l’iniziativa dell’Istituto Germani rappresenta molto più di un semplice corso di formazione. È il segnale di una consapevolezza crescente e la sicurezza non è più un affare esclusivo degli Stati, ma una responsabilità condivisa che richiede competenze diffuse, aggiornamento continuo, e capacità di adattamento. In un mondo in cui le minacce sono sempre più sofisticate e invisibili, investire nella conoscenza del controspionaggio significa investire nella resilienza del sistema nel suo complesso. E Roma, ancora una volta, si conferma il luogo simbolico da cui osservare e interpretare le trasformazioni della sicurezza globale.







