L’iter legislativo avviato in Albania per l’adozione di un nuovo codice penale sta sollevando forti timori nel mondo produttivo e imprenditoriale. A esprimere una posizione netta è Confindustria Albania, la principale associazione che rappresenta gli interessi delle imprese operanti nel Paese balcanico, che in una nota ufficiale parla apertamente di grande preoccupazione per gli effetti che la riforma potrebbe avere sull’economia, sul clima degli investimenti e sulla certezza del diritto. Secondo l’associazione, il progetto di legge non nasce da una reale esigenza di riforma né da evidenti criticità dell’attuale codice penale, che nel corso degli anni ha dimostrato solidità e capacità di funzionare in modo efficace. Il sistema vigente, infatti, ha prodotto risultati considerati positivi anche in ambiti delicati come quello della responsabilità delle persone giuridiche, uno dei settori su cui il nuovo testo promette di intervenire in maniera significativa. Confindustria Albania sottolinea come un Paese che aspira a consolidare il proprio ruolo nel contesto europeo e internazionale debba fondarsi su principi chiari di Stato di diritto, su regole stabili e su un quadro normativo prevedibile. La certezza del diritto viene indicata come un elemento essenziale per continuare ad attrarre investimenti stranieri e sostenere l’iniziativa imprenditoriale locale, mentre il nuovo codice penale rischierebbe di mettere in discussione proprio questi presupposti fondamentali. Tra gli aspetti ritenuti più critici vi è la tendenza a trasformare in reati penali una serie di comportamenti che, fino a oggi, rientravano nell’ambito delle violazioni amministrative. Secondo l’associazione, irregolarità fiscali di natura formale, carenze nella corretta tenuta dei registri societari, infrazioni interne alla gestione aziendale e altre inadempienze prive di un reale disvalore penale potrebbero essere sanzionate penalmente, generando un clima di incertezza e di timore tra gli operatori economici. Questo approccio, sempre secondo Confindustria Albania, rischia di appesantire inutilmente il sistema giudiziario e di penalizzare l’attività d’impresa, senza apportare benefici concreti in termini di legalità o trasparenza. A destare ulteriore allarme è anche l’ampio margine di discrezionalità che diverse disposizioni del nuovo codice attribuirebbero ai giudici. Un potere interpretativo eccessivamente esteso potrebbe compromettere la prevedibilità delle decisioni e la stabilità del quadro giuridico, elementi ritenuti indispensabili per chi investe e opera nel lungo periodo. L’associazione guidata da Davide Rogai richiama inoltre gli standard dell’Unione Europea, obiettivo dichiarato dell’Albania nel suo percorso di integrazione. In ambito UE, la responsabilità penale delle persone giuridiche è generalmente circoscritta a settori ben definiti, come la criminalità organizzata, la corruzione o i reati ambientali, mentre il progetto di riforma albanese sembrerebbe ampliare in modo significativo questo perimetro. Va inoltre ricordato che nel Paese è già in vigore una normativa specifica sulla responsabilità penale delle persone giuridiche, il che rende, secondo Confindustria Albania, ancora meno giustificato un intervento così radicale attraverso un nuovo codice penale. L’associazione, che opera in Albania da oltre dieci anni rappresentando imprese fondate sia da imprenditori italiani sia da imprenditori albanesi, evidenzia anche le potenziali ricadute negative del nuovo testo sulle concentrazioni societarie. Le nuove norme potrebbero costituire un ostacolo alla libertà d’impresa e avere un effetto fortemente dissuasivo sugli investimenti, in un momento storico in cui il Paese avrebbe invece bisogno di rafforzare la propria attrattività economica. In conclusione, Confindustria Albania lancia un appello affinché il processo di riforma venga attentamente rivisto, coinvolgendo il mondo produttivo e valutando con attenzione l’impatto delle nuove disposizioni sul tessuto economico e sull’immagine internazionale dell’Albania, nella convinzione che sviluppo, legalità e crescita possano essere perseguiti solo attraverso regole chiare, proporzionate e coerenti con gli standard europei.

