Nel 2018 riscosse solo il 46% delle multe

Nelle casse di Palazzo Marino nel 2018 sono arrivate meno del 46% delle sanzioni elevate per violazioni del codice della strada che in tutto sono state oltre 3,5 milioni. A fronte di 105 milioni di euro incassati, per poco più poco di un 1,6 milioni di multe pagate, sono state emesse sanzioni per 277 milioni. Nel 2017 l’incassato è stato di poco superiore al 50 per cento dell’elevato. Lo ha comunicato il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo, nel corso dell’audizione in Commissione Bilancio a Palazzo Marino per il bilancio previsionale 2019. Oltre alle multe, il Comune ha incassato le sanzioni per quasi 600 mila ingiunzioni emesse mentre si registrano quasi 67 mila ricorsi da parte dei cittadini.

Accusano il Comune di fare cassa sulle multe – spiega l’Assessore Scavuzzo – ma la realtà è ben diversa: dobbiamo sforzarci perché si riduca la distanza tra l’accertato e il riscosso. L’amministrazione non vuole fare più multe, quello che ci preme è che i cittadini paghino le sanzioni. Chi non paga pesa tre volte sulle casse di Palazzo Marino perché tre sono le procedure per riscuotere la sanzione: l’accertamento, la notifica e l’ingiunzione. Milano in tema di riscossione in ogni caso è uno dei comuni migliori d’Italia“.

Per il 2019 il Comune conta di incassare 290 milioni di euro di multe per le violazioni del codice della strada, 13 in più rispetto al 2018. Questo sarà possibile anche per l’immissione in servizio di 130 Gev, Guardie Ecologiche Volontarie, che si sommeranno alle 100 già operative in città. Le Gev avranno il compito di sanzionare le auto parcheggiate sulle aree verdi spartitraffico, nelle zone a ridosso degli ingressi di parchi e giardini e ogni altra violazione prevista dal Regolamento del Verde del Comune di Milano. Per l’anno in corso le principali voci di spesa nel capitolo della sicurezza urbana e la protezione civile saranno 7,6 milioni di euro per nuove telecamere, 2,5 milioni per l’acquisto di mezzi di trasporto, oltre un milione e cento per beni e materiali per emergenze e 600mila euro per altri beni materiali da destinare in interventi legati alle calamità naturali.

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