In Lombardia sta prendendo forma un nuovo polo industriale dedicato allo sviluppo delle batterie al sodio, una tecnologia che negli ultimi anni ha attirato crescente attenzione per la sua capacità di affiancare il litio in diversi segmenti dello stoccaggio energetico. A differenza delle soluzioni più diffuse basate sul litio, il sodio offre una maggiore disponibilità delle materie prime, costi più contenuti e una sicurezza operativa che lo rende ideale soprattutto per l’accumulo stazionario, sia domestico sia industriale. Tra le realtà più dinamiche del settore spicca un’azienda con sede a Varese e attività a Caronno Pertusella (VA), che ha avviato la produzione di sistemi di accumulo domestici basati su questa tecnologia. La capacità produttiva annuale ha già raggiunto i 900 MWh e l’obiettivo è trasformarsi in uno dei primi poli europei specializzati nel sodio. Secondo la direzione dell’azienda, le batterie al sodio non sostituiranno quelle al litio, ma le affiancheranno in applicazioni dove sono richieste stabilità dei costi, maggiore sostenibilità e una filiera più resiliente. La Lombardia, forte di un ecosistema industriale avanzato e di un solido sistema elettrico, si presta a diventare un punto di riferimento europeo per questa tecnologia emergente. Accanto ai produttori, anche altre realtà lombarde stanno contribuendo allo sviluppo del settore. Una storica azienda attiva negli accumulatori a uso industriale sta esplorando le nuove tecnologie sodio-ione, mentre diverse università del territorio stanno accelerando la ricerca scientifica. Il Politecnico di Milano conduce studi su nuove chimiche e materiali, l’Università di Milano-Bicocca partecipa a progetti nazionali sulle batterie allo stato solido e l’Università di Pavia lavora allo sviluppo di materiali innovativi per l’accumulo elettrochimico. Questo insieme di competenze conferma la Lombardia come uno dei territori più avanzati in Italia nella sperimentazione di soluzioni alternative al litio. La crescita del comparto non è tuttavia priva di difficoltà. L’importazione di batterie al sodio può scontrarsi con procedure doganali complesse, mentre la dipendenza europea da alcuni componenti provenienti dall’Asia determina ritardi e problemi nella gestione della filiera. La Cina è attualmente la realtà più strutturata al mondo nella produzione di sistemi sodio-ione, e i costi competitivi dei suoi prodotti rischiano di rendere difficile la concorrenza per le aziende europee. Nonostante ciò, gli operatori italiani ritengono che la richiesta di tecnologie sostenibili e la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento possano favorire la crescita di un’industria locale. Il contesto regionale dell’accumulo energetico è già molto dinamico. Al 30 giugno 2024 la Lombardia contava oltre 116 mila sistemi installati, per una capacità complessiva di 1.466 MWh, il valore più alto a livello nazionale. Una crescita sostenuta soprattutto dal fotovoltaico domestico, che negli ultimi anni ha incentivato la diffusione di piccoli accumuli. Su scala nazionale, alla fine del 2024 gli impianti di storage abbinati alle rinnovabili hanno superato le 734 mila unità, con una capacità complessiva compresa tra 12,5 e 13 GWh, più che raddoppiata in pochi anni anche grazie alla nascita delle comunità energetiche. Nel primo semestre del 2025 il mercato ha mostrato un rallentamento nel numero delle nuove installazioni, ma parallelamente un aumento della potenza media dei sistemi. A giugno gli accumuli attivi nel Paese erano oltre 815 mila, per una capacità complessiva di 4.611 MWh. L’Italia continua a essere il mercato dominante in Europa per numero di impianti domestici, mentre cresce il segmento dei progetti stand-alone di grande taglia, in grado di interfacciarsi direttamente con la rete elettrica e destinati a diventare un elemento essenziale per la stabilità del sistema nazionale. In questo scenario la Lombardia, grazie alla presenza di imprese innovative, competenze accademiche qualificate e una domanda energetica in rapida trasformazione, si propone come laboratorio nazionale per le tecnologie di accumulo avanzate. Le batterie al sodio, con la loro promessa di sostenibilità e costi ridotti, rappresentano una delle frontiere più interessanti per un settore destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni.

