Quasi cinquant’anni in una sera: quando i ricordi di gioventù si intrecciano con la vita vissuta, tra sorrisi, nostalgia e una torta che racconta tutto. Ci sono serate che sembrano fermare il tempo. Qualche giorno fa ho partecipato alla rimpatriata di una classe di ragioneria che, dopo quasi cinquant’anni, continua a ritrovarsi per ricordare i cinque anni di scuola superiore. Io non ero della loro classe, ma di quella accanto: eppure, in qualche modo, facevo parte di quella storia, frequentavamo gli stessi corridoi, condividevamo sogni e speranze. Uno di quei ragazzi è diventato mio marito, e da allora siamo insieme. Rivedere quei volti dopo quarantotto anni è stato come aprire un album di ricordi: da adolescenti pieni di vita a uomini e donne maturi, quasi tutti pensionati, molti già nonni. Dietro i capelli grigi e gli occhiali, brillava la stessa luce di allora. La cena è stata un viaggio tra racconti e risate, tra aneddoti che sembravano dormire e che improvvisamente si sono risvegliati: gli scherzi in classe, le gite scolastiche, le interrogazioni temute, i professori severi. Ogni parola era un tassello di un mosaico che il tempo non ha cancellato. E poi, il momento più simbolico: una torta portata da una delle partecipanti per festeggiare il suo pensionamento. Sopra, una scritta semplice, ma potente: “Dalla maturità al pensionamento è un attimo”. Quelle parole racchiudevano tutto: il viaggio di una vita, le tappe che ci hanno trasformati, la consapevolezza che il tempo corre, ma certi legami restano scolpiti nel cuore. Quasi cinquant’anni racchiusi in una serata, tra sorrisi e nostalgia, con la certezza che, anche se il mondo cambia, l’amicizia e i ricordi non invecchiano mai. Come scrisse Alda Merini “Il tempo è il respiro dell’anima”.
di Irma Perri

