Nel corso di un’intervista curata dalla giornalista Ketty Millecro, addetta stampa dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Messina, il dottor de Ficchy ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita intellettuale, offrendo uno spaccato autentico del suo modo di intendere la scrittura e la ricerca. “Una volta avevo una storia da raccontare – racconta – che partiva da un viaggio fatto sul lago Trasimeno, in una località chiamata Sanguinella, dove avevo trovato dei resti di un’antica battaglia tra Roma e Cartagine. Scrivendo questa storia ho cominciato a scrivere e non mi sono più fermato”. Un episodio apparentemente semplice, ma rivelatore di una vocazione profonda: la capacità di leggere il presente attraverso le tracce del passato, di trasformare un’esperienza personale in una riflessione più ampia sulla storia, sull’uomo e sulle dinamiche del potere. «Io sono romano», precisa de Ficchy, sottolineando un legame identitario forte con la città eterna, culla di civiltà e laboratorio storico di conflitti, alleanze e trasformazioni sociali. Giornalista e criminologo, Giovanni de Ficchy è oggi una delle voci più ascoltate nell’analisi dei grandi casi di cronaca nera e dei fenomeni criminali che attraversano la società contemporanea. Alla domanda su quale caso italiano recente lo abbia coinvolto maggiormente, la risposta è netta e priva di retorica. “Chiaramente in questi tempi è molto rinomato il fatto di Garlasco, poi ci sono state tantissime uccisioni di donne, purtroppo. Quindi quelle che riguardano proprio i femminicidi”. Parole che riflettono una sensibilità profonda verso un’emergenza sociale che non può essere ridotta a statistica. La sua analisi si muove sempre su un doppio binario, da un lato l’approccio scientifico e dall’altro l’attenzione alla dimensione umana delle vittime, al contesto culturale, e ai segnali spesso trascurati che precedono la violenza. In questo senso, il suo lavoro rappresenta un prezioso contributo anche per il mondo delle Forze dell’Ordine e delle Associazioni d’arma, impegnate quotidianamente nella prevenzione e nel contrasto alla criminalità. Uno degli aspetti più significativi del profilo del dottor de Ficchy è la sua intensa attività internazionale, in particolare il rapporto con gli Stati Uniti d’America. Un legame che si rafforza in un momento storico simbolico, alla vigilia dei 250 anni dalla nascita degli Stati Uniti. La sua collaborazione con una figura centrale del mondo italo-americano come il Cavaliere Giuseppe Buscaglia Maietta, Presidente dell’“Association Italian American Educators (AIAE)”, produttore e conduttore della trasmissione radiofonica Sabato Italiano su Radio Hofstra University di New York – emittente premiata cinque volte dall’UNESCO come prima radio universitaria al mondo – nasce da una visione comune. “Io sono il Presidente dell’Associazione Italia-Stati Uniti intitolata al Presidente Trump, 45° e 47° Presidente degli Stati Uniti – spiega de Ficchy. Per questo, nel corso di varie attività, ho conosciuto il Cavaliere Giuseppe Buscaglia Maietta e da lì è partita la nostra collaborazione”. Un rapporto fondato sulla volontà di costruire ponti culturali, promuovendo l’Italia autentica negli Stati Uniti e rafforzando il dialogo tra le due sponde dell’Atlantico. De Ficchy conosce profondamente l’America: “Sono stato molte volte negli Stati Uniti, ho famiglia in America, conosco molto bene New York, il Connecticut, Miami. Mi piace moltissimo la vita americana”. Da questa familiarità nasce una strategia culturale chiara: “Portare un pò di Italia a New York, la realtà quotidiana”. Emblematica, in questo senso, la pubblicazione del libro Geopolitica della Groenlandia. Il sogno imperiale di Donald Trump, nato nel luglio 2025 dopo l’ascolto di un discorso dell’allora Presidente Trump. Un testo che inizialmente poteva sembrare audace, ma che oggi si rivela sorprendentemente attuale, alla luce dei nuovi equilibri geopolitici internazionali. Un esempio concreto della capacità dell’autore di anticipare i tempi, leggere i segnali deboli della politica globale e tradurli in analisi comprensibili e documentate. Un percorso umano e professionale che attraversa la storia, la criminologia, la geopolitica e l’impegno contro la criminalità organizzata. L’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Messina esprime stima e gratitudine al dottor Giovanni de Ficchy, voce autorevole del panorama culturale italiano e internazionale. L’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Messina intende rendere un sentito omaggio al dottor Giovanni de Ficchy, giornalista, scrittore, criminologo, antropologo criminale ed esperto di comunicazione verbale e non verbale, per il suo costante contributo alla divulgazione scientifica, all’analisi dei fenomeni criminali e alla difesa dei valori di legalità, giustizia e verità. Un riconoscimento che nasce non solo dall’autorevolezza del suo curriculum, ma soprattutto dalla coerenza di un percorso umano e professionale che, nel tempo, ha saputo unire rigore scientifico, passione civile e capacità divulgativa, rendendo accessibili temi complessi a un pubblico ampio e trasversale. A suggellare un percorso di impegno e coerenza, la recente nomina del dottor Giovanni de Ficchy a membro ad honorem dell’UNSI, per la sua attività contro la criminalità organizzata, conferita dall’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione “Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Roma. Un riconoscimento che l’ANC Messina sente come proprio, perché incarna quei valori di legalità, coraggio e servizio allo Stato che l’Arma dei Carabinieri custodisce da oltre due secoli. L’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Messina esprime dunque profonda stima e gratitudine al dottor Giovanni de Ficchy, esempio di intellettuale libero, capace di coniugare sapere e responsabilità civile, memoria storica e attualità, analisi scientifica e umanità. In un tempo in cui l’informazione rischia spesso di diventare rumore e il suo lavoro rappresenta una bussola preziosa per orientarsi nella complessità del presente.







