Un instant book firmato da Michelangelo Bonessa ricostruisce per la prima volta, con rigore documentale, la versione scientifica del caso Chiara Poggi, contrastando anni di narrazione mediatica distorta.
Cosa resta del caso Garlasco, diciassette anni dopo?
Una vittima, una condanna definitiva, una lunga storia giudiziaria — ma anche una zona grigia, costruita negli anni da titoli, ricostruzioni e suggestioni che hanno spesso superato i confini dei documenti.
È in questa zona d’ombra che si inserisce “Oltre i Titoli. Il delitto di Garlasco secondo la perizia Albani”, il nuovo instant book firmato da Michelangelo Bonessa, giornalista d’inchiesta e firma di lungo corso per Il Fatto Quotidiano e Il Sole 24 Ore.
Il libro, in uscita in formato digitale e cartaceo, si fonda su un elemento preciso: la perizia genetico-forense firmata dalla dottoressa Denise Albani, depositata presso il Tribunale di Pavia nel 2025. Una perizia che, nonostante il clamore mediatico, non fornisce alcuna prova a carico di soggetti alternativi a quelli già giudicati. Anzi: smonta silenziosamente le ipotesi rilanciate da una parte della stampa.
Tra queste, la più eclatante: la presunta “presenza del DNA di Andrea Sempio sotto le unghie della vittima”.
Secondo Bonessa, si tratta di un’affermazione completamente infondata sul piano documentale. La perizia, analizzata pagina dopo pagina, esclude l’attribuzione di qualsiasi profilo genetico da quei reperti, descrivendo un DNA degradato, incoerente e non interpretabile. Il nome di Sempio compare solo come donatore di un campione salivare, utile ai confronti, ma non viene mai associato ad alcun risultato genetico utile né citato come contributore.
Il libro ricostruisce l’intero impianto scientifico della perizia Albani:
– le modalità di raccolta e conservazione dei reperti,
– la compromissione genetica di materiali come unghie e acetati,
– la reale natura delle compatibilità sul cromosoma Y,
– l’impossibilità di qualsiasi attribuzione individuale.
Lontano da ogni intento celebrativo o scandalistico, Bonessa offre un testo narrativo ma fondato su dati certi, citazioni puntuali e una struttura capitolo per capitolo che segue l’intero sviluppo della perizia.
Il risultato è un’opera rigorosa che si pone un obiettivo chiaro: riportare al centro la voce della scienza, oscurata da una narrazione che ha spesso semplificato o distorto.
«Questo libro nasce dalla frustrazione di vedere quanto poco spazio trovino i documenti nei dibattiti pubblici», spiega Bonessa. «Abbiamo avuto per mesi articoli che suggerivano verità alternative, ma chi ha letto davvero la perizia Albani sa che le tracce genetiche del caso Poggi non parlano. E dove non parla la scienza, bisognerebbe smettere di urlare».
“Oltre i Titoli” è disponibile da oggi a questo link.
Un contributo necessario per chi, sul caso Poggi, vuole tornare a leggere — e non solo interpretare.
