
Pietrelcina, ancora una volta, si è trasformata in un luogo senza tempo, capace di riportare migliaia di visitatori nella Betlemme di duemila anni fa. La 36ª edizione del Presepe Vivente ha confermato non solo la straordinaria capacità organizzativa del comitato promotore, ma anche la profonda forza identitaria di una tradizione che, anno dopo anno, continua a emozionare, stupire e unire. In una serata caratterizzata da un flusso continuo di turisti e pellegrini, la Chiesa di Sant’Anna si è trasformata nel cuore pulsante della gratitudine della comunità. Insieme al parroco, Fra Daniele Moffa, è stato rivolto un sentito ringraziamento al Presepe Vivente Pietrelcina per l’impegno instancabile, la passione e l’amore che da sempre contraddistinguono i volontari e gli organizzatori. Parole sincere, rivolte a coloro che rendono possibile un evento che è ormai divenuto patrimonio collettivo e simbolo identitario del paese. A ricevere calorosi complimenti è stato anche il Sindaco di Pietrelcina, Salvatore Mazzone, che grazie alla sua visione, alla sua presenza costante e alla sua capacità di valorizzare la ricchezza culturale e spirituale del territorio, ha contribuito in modo determinante al successo di questa edizione. La sua amministrazione ha garantito supporto logistico, promozione e attenzione verso un appuntamento che, per la comunità pietrelcinese, rappresenta molto più di una semplice manifestazione. Infatti, è un momento in cui storia, fede e appartenenza si intrecciano in maniera indissolubile. Ogni anno, donne, uomini, giovani e meno giovani mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie energie per il bene comune. Lo fanno con autentica dedizione, donando ai visitatori uno spettacolo che non ha eguali per intensità emotiva e accuratezza scenografica. Nelle stradine del centro storico, tra antichi mestieri, luci soffuse, suoni e profumi della tradizione, prende vita una rappresentazione capace di toccare il cuore, di evocare ricordi e di far rivivere la meraviglia dell’infanzia. È grazie a questi volontari se la Betlemme e la Nazareth ricreate a Pietrelcina diventano palcoscenici vivi, autentici, immersivi. Le loro mani precise, la loro inventiva e il loro entusiasmo trasformano ogni dettaglio in un frammento di storia condivisa. Portano avanti le radici più profonde della comunità, custodendo e rinnovando tradizioni che senza il loro impegno rischierebbero di affievolirsi nel tempo. Per questo, immaginare il Natale senza il Presepe Vivente sarebbe impossibile. Non si tratta soltanto di un evento, ma di un’eredità culturale che appartiene a tutti e che rende i pietrelcinesi fieri, uniti e riconoscibili. Ogni edizione aggiunge un tassello nuovo a un racconto collettivo che continua a emozionare e ad attrarre visitatori da ogni parte d’Italia. Ancora una volta, Pietrelcina ha dimostrato di saper accogliere, sorprendere e incantare. E lo ha fatto grazie a un popolo laborioso, a un comitato instancabile, a un parroco presente e alla guida attenta del Sindaco Salvatore Mazzone. Una sinergia che conferma quanto il Presepe Vivente sia, e continuerà a essere, il cuore luminoso del Natale pietrelcinese.

