Corvetto, piazzale Gabrio Rosa e via dei Cinquecento: la geografia dello spaccio raccontata nelle carte

Le testimonianze raccolte nell’incidente probatorio ricostruiscono controlli, fughe e servizi antidroga tra le aree popolari del sud-est di Milano.

MILANO – Corso Lodi, piazzale Gabrio Rosa, via dei Cinquecento, viale Martini. Le carte dell’inchiesta sul caso Carmelo Cinturrino disegnano una mappa precisa del sud-est milanese.

Nei verbali depositati al Tribunale di Milano emergono continui riferimenti a controlli di polizia e attività antidroga svolte tra Corvetto e Rogoredo. Un territorio che nelle dichiarazioni viene raccontato come uno dei punti più delicati della città per quanto riguarda il traffico di sostanze stupefacenti.

Le testimonianze descrivono controlli effettuati nei giardini pubblici, lungo le piste ciclabili, davanti alle case popolari e nelle aree considerate tradizionalmente piazze di spaccio.

In uno degli episodi riportati nelle carte, l’assistente capo Cinturrino racconta di avere osservato uno scambio sospetto in corso Lodi, vicino all’intersezione con viale Brenta. La sostanza, secondo quanto riferito, sarebbe stata nascosta all’interno del cestino di una bicicletta.

Le dichiarazioni ricostruiscono poi inseguimenti tra piazzale Gabrio Rosa e via dei Cinquecento. Vengono citati accessi alle piazze pedonali, edifici popolari Aler e tentativi di fuga attraverso cortili e scale interne.

Le carte mostrano anche un altro elemento: la continuità dei controlli. Secondo quanto emerge dai verbali, gli agenti avrebbero effettuato verifiche frequenti nei confronti di soggetti già conosciuti agli uffici di polizia.

Nel racconto processuale, Corvetto appare come un’area dove convivono residenti, servizi pubblici, traffico quotidiano e attività legate allo spaccio. Una periferia complessa che negli ultimi anni è stata più volte al centro del dibattito cittadino.

La stessa piazza Gabrio Rosa viene descritta come uno dei luoghi osservati attraverso attività investigative e controlli ripetuti. Le dichiarazioni riportano riferimenti a precedenti monitoraggi tecnici e a servizi svolti anche in passato.

Le udienze dell’incidente probatorio stanno ora ricostruendo quanto accaduto il 26 gennaio 2026 nel bosco di Rogoredo, ma dalle carte emerge anche il quadro più ampio di una periferia monitorata quotidianamente dalle forze dell’ordine.

L’inchiesta prosegue mentre il caso continua ad alimentare il dibattito sul rapporto tra sicurezza, spaccio e trasformazioni urbane nel sud-est di Milano.

Fonti: verbali incidente probatorio 10-11 aprile 2026.

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