In un momento di trasformazioni e ridefinizioni nel panorama politico romano, l’uscita di Giuseppe Pio Torcicollo da Forza Italia segna un passaggio significativo non solo personale, ma anche simbolico per molti militanti e osservatori. Lo abbiamo incontrato per comprendere le ragioni di una scelta maturata nel tempo e le prospettive future che lo vedono protagonista all’interno di Avanti per l’Italia Partito Socialista Italiano, con uno sguardo attento al territorio del Municipio III di Roma e alle prossime sfide elettorali. La decisione di lasciare Forza Italia, ci spiega Torcicollo, non è stata improvvisa né dettata da contrasti momentanei, ma è il risultato di una riflessione profonda iniziata mesi fa. “Ho preso atto, racconta, che non vi era alcuna volontà di rinnovamento e di valorizzazione di persone che, come me, hanno dato un contributo concreto alla crescita del movimento”. Un’affermazione netta, che riflette una critica più ampia alla struttura interna del partito, percepita come chiusa e poco incline al confronto. Il riferimento è a un modello organizzativo che, secondo Torcicollo, continua a riproporre dinamiche già note nella storia recente della politica italiana. “Ho visto un partito a conduzione familistica, in cui una ristretta cerchia detiene il potere senza aprirsi al nuovo”, afferma, evocando implicitamente quel “cerchio magico” che per anni è stato associato alla leadership di Silvio Berlusconi e che, a suo dire, oggi si ripropone in forme diverse, ma con la stessa logica di esclusione. Eppure, il suo ingresso in Forza Italia era stato motivato da ideali ben precisi. Dopo una prima esperienza nel Partito Socialista, Torcicollo aveva scelto il partito berlusconiano con l’intento di rilanciare i valori della libertà e del merito, inseriti in una visione di liberalismo solidale. “Credevo nella centralità della persona come valore al servizio della società”, sottolinea, evidenziando come queste aspettative siano state progressivamente disattese. Il passaggio a Partito Socialista Italiano, oggi rappresentato nella forma di Avanti PSI, rappresenta quindi un ritorno alle origini, ma anche una scelta strategica. Torcicollo racconta di aver ritrovato in questo contesto un ambiente più aperto, capace di ascoltare e valorizzare le proposte provenienti dalla base. Un’esperienza già avviata durante le elezioni comunali di Roma del 2021, dove ha ottenuto un risultato significativo, classificandosi secondo per preferenze dopo Bobo Craxi. “Ho constatato che si tratta di un movimento con forti potenzialità di crescita”, afferma, sottolineando l’attenzione verso i cittadini e i progetti concreti. Questa convinzione lo ha portato a scegliere il PSI come nuova casa politica, dove intende mettere a disposizione le proprie capacità organizzative e progettuali. Tra le iniziative più significative vi è la creazione di un Centro Servizi apartitico, che sorgerà a Roma, nel quartiere Montesacro, in via Adamello 8A. Un progetto che va oltre la dimensione strettamente politica e che si inserisce in una visione più ampia di impegno sociale. “Servire e non servirsi” è il principio guida che ha ispirato questa iniziativa, già visibile nel primo logo affisso sulla sede. Il Centro Servizi sarà uno spazio aperto ai cittadini, pensato per offrire supporto e risposte concrete alle esigenze quotidiane, ma anche per favorire la partecipazione e il dialogo. “In questa prima fase mi dedicherò molto al sociale”, spiega Torcicollo, evidenziando come questo passaggio rappresenti una sorta di transizione, un momento di ridefinizione del proprio ruolo pubblico. Non si tratta però di un addio alla politica, anzi. L’impegno continua con rinnovata energia, come dimostra la recente nomina a Coordinatore di Avanti PSI per il Terzo Municipio di Roma. Un incarico che Torcicollo accoglie con entusiasmo e senso di responsabilità. “Ringrazio il segretario romano Andrea Silvestrini e tutti i vertici del partito per la fiducia”, dichiara, assicurando il massimo impegno nello svolgimento del ruolo. Il lavoro è già iniziato, con una prima riunione organizzativa che ha coinvolto dirigenti e militanti del partito. L’obiettivo è chiaro: prepararsi alle elezioni comunali di Roma del 2027 con una squadra competitiva e un programma concreto. “Vogliamo entrare nella prossima Assemblea Capitolina e portare le nostre proposte per potenziare i servizi pubblici”, afferma Torcicollo, delineando una strategia che punta a coniugare radicamento territoriale e visione politica. Tra i prossimi appuntamenti, l’inaugurazione ufficiale della sede di via Adamello, che coinciderà anche con la presentazione di un libro e vedrà la partecipazione del presidente del Municipio III, Paolo Marchionne. Un evento che segna simbolicamente l’inizio di questa nuova fase e che rappresenta un’occasione per coinvolgere cittadini, simpatizzanti e nuove energie. Il racconto di Torcicollo è anche attraversato da una dimensione personale, fatta di scelte difficili, ma necessarie. “È un trasloco metaforico”, lo definisce, “in cui ho avuto il coraggio di chiudere una porta per aprirne un’altra”. Un passaggio che non è vissuto con nostalgia, ma con entusiasmo verso le opportunità future. “Non riesco neppure ad essere triste, è più forte la felicità del nuovo che mi attende”, confessa. Non mancano, tuttavia, riflessioni più critiche sul sistema politico nel suo complesso. Secondo Torcicollo, il problema della mancanza di rinnovamento non riguarda solo Forza Italia, ma è diffuso in molti partiti contemporanei, a differenza di quanto avveniva nella cosiddetta Prima Repubblica. Una considerazione che apre a un dibattito più ampio sulla qualità della rappresentanza e sulla necessità di restituire centralità alla partecipazione. Il sostegno ricevuto da iscritti e sostenitori rappresenta un elemento importante in questa fase di cambiamento. Torcicollo ringrazia i 1028 iscritti che hanno creduto in lui, auspicando che possano comprendere le ragioni della sua scelta. “Ho iniziato a percepire di non poter più crescere abbastanza”, spiega, sottolineando l’importanza di trovare contesti in cui sia possibile esprimere pienamente il proprio potenziale. In questo senso, la nuova avventura nel PSI appare come un’opportunità di rilancio, non solo personale, ma anche collettivo. L’obiettivo è costruire una squadra solida, capace di affrontare le sfide future con competenza e visione. Un progetto che parte dal territorio, ma che ambisce a incidere sul piano cittadino, contribuendo al miglioramento dei servizi e della qualità della vita a Roma. L’intervista si chiude con uno sguardo al futuro, tra impegno politico e attenzione al sociale. Torcicollo appare determinato a proseguire il proprio percorso con coerenza e passione, consapevole delle difficoltà, ma anche delle opportunità che questo nuovo capitolo può offrire. In un contesto politico spesso segnato da immobilismo e chiusura, la sua scelta rappresenta un segnale di cambiamento e una sfida aperta, tutta da giocare nei prossimi mesi fino alla fase risolutiva delle elezioni amministrative del 2027.







