Il capogruppo di Lista Civica federata con Noi Moderati replica alla proposta dem di un intervento legislativo e di un’intesa trasversale sulle “famiglie sospese”, arrivata all’indomani dell’assoluzione di tre funzionari comunali da parte della Corte dei Conti. “Le stesse cose le diciamo da mesi, mentre loro si giravano dall’altra parte”
Milano, 1° luglio 2026 – Dura tre giorni la tregua tra maggioranza e opposizione sul fronte dell’inchiesta urbanistica milanese. È bastata la sentenza della Corte dei Conti della Lombardia che ha assolto tre funzionari della Direzione Urbanistica del Comune – Carla Barone, Maurizio De Luca e Francesco Rosata, chiamati a rispondere di un presunto danno erariale legato agli oneri di urbanizzazione delle Park Towers di via Crescenzago, alle Rottole – a riaprire lo scontro politico su chi debba prendersi la responsabilità di sbloccare i cantieri fermi e restituire certezze alle famiglie coinvolte.
Ad accendere la miccia è la doppia proposta lanciata nelle stesse ore dal Partito Democratico: un appello a un intervento legislativo nazionale per superare l’incertezza normativa che da mesi paralizza l’edilizia milanese, e la proposta di un patto bipartisan tra le forze politiche per sostenere concretamente le cosiddette “famiglie sospese”, gli acquirenti in buona fede che si sono ritrovati con il mutuo acceso su immobili coinvolti nelle inchieste per abusi edilizi.
“Benvenuti dopo mesi e mesi”
A rispondere è Manfredi Palmeri, consigliere comunale capogruppo di Lista Civica, federata con Noi Moderati, che non usa mezzi termini: “Positivo è che tre funzionari siano stati assolti nel procedimento presso la Corte dei Conti: sarebbe stato ingiusto vedere scaricate solo su di loro le responsabilità di azioni amministrative eseguite sulla base di indicazioni presenti a monte in delibere di Giunta e determine dirigenziali. Negativo è che non siamo alla fine di un percorso di risoluzione, ma all’inizio, e la sinistra che governa Milano si è dimostrata incapace di gestire modi e tempi del problema”.
Secondo Palmeri, la proposta dem arriva con un tempismo che definisce sospetto: “Provando a usare l’onda emozionale della sentenza, il PD – persino dai banchi della Giunta, l’organo di governo della città – invoca un intervento legislativo per eliminare gli elementi di incertezza e propone un patto bipartisan per azioni a sostegno delle famiglie sospese. Benvenuti dopo mesi e mesi!”. Il riferimento è al doppio stallo che negli ultimi mesi ha coinvolto sia il livello parlamentare, dove l’iter di una norma nazionale sul modello del “Salva Milano” si è arenato più volte per divisioni interne allo stesso Partito Democratico, sia quello di Palazzo Marino, dove – secondo l’opposizione di centrodestra – la maggioranza non avrebbe mai voluto riconoscere il contributo delle minoranze nella ricerca di una soluzione condivisa.
Le accuse: “Capro espiatorio individuato in anticipo”
Palmeri va oltre e punta il dito anche sui rapporti interni alla Giunta Sala, accusando il PD di aver preso “le distanze dall’assessore Tancredi, per individuare preventivamente un capro espiatorio politico”, lasciando nel frattempo “passare mesi con la città ferma o rallentata senza prendere decisioni”. Un affondo che si inserisce in un dibattito cittadino che dura ormai da oltre un anno, da quando l’inchiesta della Procura di Milano su presunti abusi edilizi e lottizzazioni abusive ha coinvolto una serie di cantieri e progetti approvati con la formula della ristrutturazione anziché della nuova costruzione, bloccando di fatto decine di operazioni immobiliari e mettendo in sospeso centinaia di famiglie acquirenti.
La richiesta di chiarezza
Il capogruppo di Lista Civica chiude con una richiesta diretta al PD: “Ci dicano a questo punto esattamente a quali azioni di carattere legislativo pensano, e se hanno raggiunto un accordo tra loro, dentro il PD, e con gli alleati di Giunta”. E ribadisce la disponibilità della propria area politica a un confronto reale: “Non abbiamo cambiato idea e rimaniamo disponibili alla realizzazione di azioni bipartisan per contribuire a risolvere presto i problemi delle famiglie che stanno pagando un ulteriore caro prezzo, perché ogni giorno che passa è per loro un giorno in meno di chiarezza e serenità”.
Il contesto: una vicenda giudiziaria tutt’altro che chiusa
La pronuncia della Corte dei Conti, prima decisione della magistratura contabile sull’intera vicenda urbanistica milanese, ha respinto la richiesta della Procura regionale – che ipotizzava un danno erariale inizialmente stimato in oltre 321mila euro e poi ridotto a circa 138mila – escludendo la colpa grave dei tre funzionari alla luce della riforma della responsabilità amministrativa entrata in vigore nel 2026. Il Comune di Milano è stato comunque condannato a sostenere le spese di giudizio. Resta invece aperto, e distinto, il fronte penale davanti al Tribunale di Milano, dove sulle Park Towers pendono ancora accuse di lottizzazione abusiva, abuso edilizio e falso a carico di sei imputati tra tecnici, funzionari comunali e operatori immobiliari.
Sullo sfondo restano le famiglie che da mesi chiedono alla politica, senza distinzioni di schieramento, una soluzione normativa nazionale capace di superare l’incertezza interpretativa che ha bloccato decine di cantieri in città. Lo scontro tra Palmeri e il PD conferma che, almeno per ora, la strada per un’intesa condivisa resta più politica che tecnica.







